Minimulta Agcom per le bollette
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fonte:
- La Verità
per la fatturazione a 28 giorni, invece che 30, le società di telecomunicazione sono state sanzionate in tutto per 1,16 milioni nonostante maggiori introiti per 1 miliardo
Le società di telefonia non mollano sulla fatturazione ogni 28 giorni. Così l’ Agcom, guidata da Angelo Cardani, ha deliberato, su proposta del relatore Francesco Posteraro, di irrogare agli operatori, Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb, la sanzione massima prevista dalla legge per la mancata osservanza della propria delibera in materia di fatturazione mensile. La multa ammonta a 1,16 milioni per ogni operatore, di fatto ben poca cosa rispetto all’ aumento di fatturato generato dalla fatturazione ogni 28 giorni che comporta una mensilità in più ogni anno. Basti pensare che, solo per gli operatori di rete fissa, l’ incasso generato da questa pratica è di circa un miliardo l’ anno. Inoltre l’ Autorità, informa una nota, ha nel contempo emanato apposite linee guida per far applicare la tariffazione mensile, come previsto dalle disposizioni indicate nell’ ultima legge di bilancio. Quello che contesta da sempre l’ Autorità non è l’ aumento dei prezzi in sé, ma la mancanza di trasparenza che porta a una bassa consapevolezza da parte dei clienti. Ma le società di telecomunicazioni sanno bene che questa pratica non avrà lunga vita e si stanno attrezzando per aggirare il problema. Secondo Federconsumatori, la società guidata da Amos Genish, ha comunicato alla sua clientela «attraverso il solito insopportabile metodo della modifica unilaterale del contratto, un aumento delle tariffe, guarda caso, proprio dell’ 8,6%». Esattamente la stessa percentuale in più che l’ ex monopolista incassava con le bollette a 28 giorni. Come dice l’ associazione, «ai cittadini interessati dagli aumenti di Tim, non possiamo che ricordare che possono avvalersi del diritto di recesso da esercitarsi entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di Tim e consigliare di rivolgersi alle offerte più convenienti presenti sul mercato». Tutto era partito a metà dicembre quando l’ Autorità aveva chiesto alle società di telefonia di abolire le offerte con tariffazione a 28 giorni. Una richiesta cui le telco si sono strenuamente opposte appellandosi al Tar del Lazio, che risponderà nei primi giorni di febbraio del 2018.Ad ogni modo questa vicenda ha già creato danni di immagine e class action da parte delle associazioni di consumatori. «Una multa giusta nelle intenzioni», sottolinea il Codacons, «perché ribadisce l’ assoluta illegittimità dell’ operato dei gestori telefonici, ma ‘ridicola’ nella sua entità, perché per nulla proporzionata ai ricavi raccolti dalle aziende della telefonia grazie alla fatturazione a 28 giorni». «Tale multa fa appena il solletico alle società telefoniche», attacca il presidente Carlo Rienzi. «Questo perché gli operatori, grazie alle bollette ogni 28 giorni, hanno incassato in due anni circa 2 miliardi di euro, ricevendo una sanzione da appena 1,16 milioni di euro che con scalfisce minimamente i loro conti. Serve una riforma del settore che dia maggiori poteri all’ Agcom e consenta all’ Autorità di elevare multe davvero in grado di far danno alle casse dei gestori telefonici». Intanto, fino alla sentenza del Tar, Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb resteranno sulle loro posizioni e i clienti saranno costretti a mettere ancora più mano al portafoglio.G.B.
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