16 Novembre 2017

Stop alle bollette a 28 giorni: ma ora rischio aumenti tariffari

Allarme Codacons: le società non rinunceranno ai maggiori incassi!

La politica ha rimesso a posto il caos indotto dalla fatturazione a 28 giorni applicata negli ultimi due anni dalle compagnie telefoniche. Prassi poi adottata anche da altri fornitori di servizi. L’emendamento che impone il ritorno al conto mensile è stato approvato dalla commissione bilancio del Senato che ha licenziato il decreto fiscale lunedì notte. Dunque le società dovranno fare giocoforza marcia indietro. Il periodo mensile o suoi multipli, spiega la norma, diventa lo «standard minimo» dei contratti. Gli operatori dovranno adeguarsi entro 120 giorni e, in caso di violazione è previsto un rimborso forfettario di 50 euro per ogni utente, maggiorato di 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine imposto dall’ Autorità. Raddoppiano anche le sanzioni che vanno da un minimo di 240 mila euro ad un massimo di 5 milioni. Ma la riforma non cambia la sostanza perché, anche se non ancora dichiarato, il rischio paventato dai consumatori èche le bollette siano ricalcolate spalmando su 12 mesi il tredicesimo che le aziende avevano conquistato con il conto ogni 4 settimane. Un rincaro che si tradurrebbe in circa l’ 8% in più. Intanto i consumatori hanno fatto i conti su quanto è costato la tredicesima bolletta finora: «Mediamente fino a 83 euro a famiglia» denuncia il Codacons, che vede profilarsi nuovi pericoli per i consumatori – spiega il presidente Carlo Rienzi -. La fatturazione a 28 giorni è costata circa 2 miliardi di euro agli utenti della telefonia, con un aggravio di spesa di circa 83 euro a famiglia. Soldi che sono stati incamerati dalle compagnie telefoniche in modo del tutto illegittimo, e che ora devono essere restituiti ai consumatori, pena una valanga di azioni risarcitorie promosse dal Codacons». L’ associazione lancia anche un nuovo allarme rincari: «Per aggiornare i propri sistemi informatici e i software e tornare alle bollette mensili, le compagnie dovranno sostenere dei costi ingenti che, con ogni probabilità, saranno scaricati sugli utenti denuncia Rienzi – Senza contare che gli operatori difficilmente accetteranno di rinunciare all’ 8% di guadagni aggiuntivi finora garantiti dalle bollette a 28 giorni. Tutto ciò rischia di portare ad aumenti delle tariffe a svantaggio dei consumatori». Ora le compagnie saranno chiamate dal Codacons a restituire 2 miliardi di euro ingiustamente pagati dagli utenti a causa delle fatturazioni a 28 giorni.
filippo caleri

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