8 Giugno 2017

Aziende minacciano iscrizione a banca dati morosi inesistente

codacons e movimento difesa del cittadino denunciano i comportamenti vessatori
PALERMO – Lettere di sollecito per fatture non saldate che minacciano l’ iscrizione a una banca dati dei morosi. Con il particolare, non certo secondario, che questa banca dati non risulta ancora in funzione. Che in effetti molti cittadini neanche hanno ricevuto i solleciti. Che comunque in molti casi le condizioni per l’ iscrizione non ci sono. Questo quanto denunciano Movimento difesa del cittadino e Codacons: “Nel settore delle telecomunicazioni – sostengono – l’ illecito è sempre dietro l’ angolo”. Le due associazioni hanno fatto partire un esposto al Garante Privacy, all’ Antitrust e all’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Mdc e Codacons denunciano che alcuni operatori di telecomunicazioni stanno inviando da tempo ai propri clienti lettere di sollecito di pagamento per fatture non saldate (in alcuni casi l’ utente non le ha neanche ricevute) in cui si minaccia l’ iscrizione dell’ interessato nella banca dati morosi SiMoITel. “Il problema è che tale banca dati, ad oggi, non risulta ancora in funzione e per di più le morosità contestate spesso neppure autorizzerebbero l’ iscrizione dell’ utente al registro SiMoITel, prevista soltanto a determinate condizioni”, denunciano le due associazioni dei consumatori. L’ iscrizione è possibile solo se si verificano contemporaneamente una serie di presupposti: recesso dal contratto ad iniziativa di una delle parti esercitato da non meno di tre mesi; importo insoluto per ogni singolo operatore di non meno di 150 euro; presenza di fatture non pagate nei primi sei mesi successivi alla stipula del contratto; assenzadi altri rapporti contrattuali post -pagati, attivi e regolari nei pagamenti con lo stesso operatore; assenza di formali reclami o contestazioni, istanze di conciliazioni o di definizione di controversie dinanzi agli organi competenti inoltrate dal cliente. “Continuiamo a constatare che nel settore delle telecomunicazioni l’ illecito è sempre dietro l’ angolo. Gli operatori non sanno più cosa inventarsi per spaventare gli utenti con minacce inesistenti e lesive dei loro diritti – concludono le due associazioni -.Chiediamo alle Autorità di avviare un’ istruttoria in merito con sanzioni esemplari, per mettere fine a questo odioso comportamento”. Nel settore delle telecomunicazioni, insomma, per il consumatore -contribuente in realtà non c’ è mai pace. Anche sul piano dei disservizi. Nel focus del “XVI Rapporto Pit Servizi” di Cittadinanzattiva, si segnala un preoccupante balzo in avanti del settore telecomunicazioni, che, dopo qualche anno, ritorna al primo posto nella clas sifica delle segnalazioni giunte al PiT, con una percentuale pari al 25,4% su un totale 9.188 segnalazioni. La telefonia fissa risulta essere il settore più problematico, con il 48,6% delle segnalazioni, per casi legati principalmente alla disdetta del contratto e ai relativi costi di disattivazione o penali (21,9%), al cambio operatore (18%) e alla contestazione delle fatture (17,2%). In calo, invece, le segnalazioni che riguardano la telefonia mobile, con una percentuale pari al 4,9%. Le maggiori criticità si registrano in particolare nella contestazione delle fatture (52,3%) e nelle problematiche contrattuali (19,6%). Inoltre, restano elevati i disservizi relativi alla scarsa qualità del servizio (11,8%) e alle difficoltà nella disdetta con 11,1%. Rilevazioni positive per il servizio internet, che presenta un calo delle segnalazioni, diversamente dallo scorso anno, con il 18,9%.
michele giuliano

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