5 Settembre 2017

Difesa, riordino carriere è bomba a orologeria

Difesa, riordino carriere è bomba a
orologeria

Fonte:
http://www.lultimaribattuta.it/65478_difesa-carriere-bomba

08/05/2017 – Mario
Basso

Sono ormai mesi che sottolineiamo l’insulso
pasticcio combinato dalla ministra Roberta Pinotti e dal
Generalissimo Graziano nell’attuare quella che voleva essere la
riforma delle carriere di tutte le Forze Armate e che, invece, sta
facendo storcere il naso (e contorcere le budella) a chiunque si
imbatta nel testo del “Libro Bianco” della Difesa e abbia un
minimo di intelletto e lungimiranza.

Nonostante le richiesta da più parti di fermarsi un
attimo e analizzare il ddl, vituperato non solo dagli addetti ai
lavori, l’iter va avanti. E c’è già chi teme (consapevolmente)
il peggio, come Luca Marco Comellini, segretario del Partito dei
Militari (Pdm), che al sito Tiscali News ha sottolineato come il
riordino delle carriere dei militari abbia dato il via a «
una
situazione molto pericolosa che potrebbe esplodere in faccia al
Governo e soprattutto ai ministri dell’Interno e della Difesa che
su questa partita si stanno giocando la propria reputazione, assieme
ai loro vertici, ai sindacati e al Cocer
».

Ma va? Sono mesi che, come Cassandra, formuliamo
questa profezia e restiamo sistematicamente inascoltati. Non ci vuole
un genio per capire che, per come è articolato, finirà per creare
confusione e disorganizzazione. Per non parlare del malcontento
(vedi,
ad esempio. le pensioni aggiuntive)
.

Eppure, la ministra della Difesa Pinotti insieme al
suo fido Generale Graziano continuano a descrivere la loro riforma
come “
una svolta epocale attesa da oltre un
ventennio
” di cui loro sono gli artefici.
Speriamo non ne rinneghino la paternità, una volta che si
verificherà il disastro.

Intanto il diabolico due se la canta e se la suona da
solo: come spiega Comellini, infatti, «
il
vertice militare ha già provveduto a pubblicare delle circolari,
definite “esplicative” prima ancora dell’effettiva emanazione
del provvedimento da parte del Presidente della Repubblica. Un passo
che a molti, a me per primo, è sembrato completamente fuori luogo
».

Dunque, a dispetto di tutto (e di tutti) la riforma
va avanti. Poco importa anche che lo stesso Consiglio di Stato abbia
riscontrato notevoli criticità da correggere che, «
se
recepite dal Governo, anche al fine di evitare il prevedibile
contenzioso, finirebbero coll’introdurre nel testo definitivo
importanti disarmonie rispetto all’analogo decreto legislativo
concernente il riordino delle carriere del personale militare
sottratto, per legge, al vaglio dell’organo della Giustizia
Amministrativa, con la conseguenza che ancora una volta più che di
riordino si dovrà parlare del disordine delle carriere
»
continua Comellini.

Il
Consiglio di Stato ha dunque delineato «
una
situazione decisamente pericolosa per la stabilità interna delle due
amministrazioni interessate (Sicurezza e Difesa) che potrebbe
costringere i Ministri Marco Minniti e Roberta Pinotti e il
Presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, a prendere in
considerazione la possibilità di un il rinvio dell’emanazione dei
provvedimenti per il tempo necessario a chiedere al Consiglio di
Stato anche il parere sullo schema di decreto riferito ai militari
»,
spiega il segretario del Pdm.

Alla luce di tutti questi dubbi, perché non
rinviare? «
Sarebbe utile per evitare di
creare altre disparità di trattamento tra il personale delle forze
armate e quello delle forze di polizia. Il Governo decida in fretta
perché, il 30 giugno prossimo, scade il termine previsto dalla legge
delega e con le elezioni amministrative alle porte anche l’attività
parlamentare rallenta notevolmente
»
conclude Comellini.

La Pinotti e il suo entourage che rispondono?

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