18 Aprile 2017

Il latte diventa più trasparente Al via l’ etichetta con l’ origine

Il latte diventa più trasparente Al via l’ etichetta con l’ origine

sarà indicato sia il paese di mungitura sia di lavorazione coldiretti: «un successo per made in italy e consumatori»
Scatta da domani l’ obbligo di indicare sulle etichette dei prodotti lattiero-caseari anche l’ origine della materia prima. Si tratta di una sorta di rivoluzione nel mercato lattiero-caseario nazionale, che potrebbe aprire la strada ad altre etichette più chiare e che arriva in un mercato che vale milioni di euro. Le etichette più chiare riguarderanno oltre al latte anche il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini; il provvedimento viene applicato a tutti i lattiero- caseari prodotti con i latti vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. Più nel dettaglio, le etichette da domani devono indicare il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l’ indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura: ‘Origine del latte: Italia’. Il provvedimento che entra in vigore risponde anche ad un sondaggio del Ministero delle Politiche Agricole che indicava come in più di 9 casi su 10 gli italiani considerino molto importante che l’ etichetta riporti il Paese d’ origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione. Positivi pressoché tutti i commenti degli addetti ai lavori. «È una svolta storica che permetterà di inaugurare un rapporto più trasparente e sicuro tra allevatori, produttori e consumatori », ha spiegato il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. «Stiamo lavorando – ha aggiunto – per estendere l’ obbligo dell’ origine in etichetta anche ad altre filiere, a partire da grano, pasta e riso. Spingeremo con forza affinché questo modello si affermi a livello europeo». Di «momento storico per il Made in Italy che rivoluziona la spesa degli italiani e difende gli allevatori dai falsi», parla invece Coldiretti che ricorda come oggi, secondo un’ indagine condotta recentemente dall’ organizzazione agricola, «tre buste di latte a lunga conservazione su 4 contengono prodotto straniero, ma fino ad ora era impossibile riconoscerle». Positivo anche il commento di Codacons, che chiede di estendere l’ etichetta d’ origine a tutti i prodotti alimentari e di bloccare anche il discusso ‘semaforo’, «sistema chiesto dalla lobby delle multinazionali ». Di provvedimento che esalta «il valore del sistema cooperativo e tutela maggiormente in consumatori », parla poi la Trevalli Cooperlat che raccoglie stalle e caseifici di Piemonte, Marche, Lombardia, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto. RIPRODUZIONE RISERVATA.
andrea zaghi

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