Il latte diventa più trasparente Al via l’ etichetta con l’ origine
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fonte:
- Avvenire
sarà indicato sia il paese di mungitura sia di lavorazione coldiretti: «un successo per made in italy e consumatori»
Scatta da domani l’ obbligo di indicare sulle etichette dei prodotti lattiero-caseari anche l’ origine della materia prima. Si tratta di una sorta di rivoluzione nel mercato lattiero-caseario nazionale, che potrebbe aprire la strada ad altre etichette più chiare e che arriva in un mercato che vale milioni di euro. Le etichette più chiare riguarderanno oltre al latte anche il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini; il provvedimento viene applicato a tutti i lattiero- caseari prodotti con i latti vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. Più nel dettaglio, le etichette da domani devono indicare il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l’ indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura: ‘Origine del latte: Italia’. Il provvedimento che entra in vigore risponde anche ad un sondaggio del Ministero delle Politiche Agricole che indicava come in più di 9 casi su 10 gli italiani considerino molto importante che l’ etichetta riporti il Paese d’ origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione. Positivi pressoché tutti i commenti degli addetti ai lavori. «È una svolta storica che permetterà di inaugurare un rapporto più trasparente e sicuro tra allevatori, produttori e consumatori », ha spiegato il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. «Stiamo lavorando – ha aggiunto – per estendere l’ obbligo dell’ origine in etichetta anche ad altre filiere, a partire da grano, pasta e riso. Spingeremo con forza affinché questo modello si affermi a livello europeo». Di «momento storico per il Made in Italy che rivoluziona la spesa degli italiani e difende gli allevatori dai falsi», parla invece Coldiretti che ricorda come oggi, secondo un’ indagine condotta recentemente dall’ organizzazione agricola, «tre buste di latte a lunga conservazione su 4 contengono prodotto straniero, ma fino ad ora era impossibile riconoscerle». Positivo anche il commento di Codacons, che chiede di estendere l’ etichetta d’ origine a tutti i prodotti alimentari e di bloccare anche il discusso ‘semaforo’, «sistema chiesto dalla lobby delle multinazionali ». Di provvedimento che esalta «il valore del sistema cooperativo e tutela maggiormente in consumatori », parla poi la Trevalli Cooperlat che raccoglie stalle e caseifici di Piemonte, Marche, Lombardia, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto. RIPRODUZIONE RISERVATA.
andrea zaghi
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