Telefoni, il 15 giugno l’ addio al “roaming” Attenti alle eccezioni
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- Libertà
Patrizia Antonini BRUXELLES A partire dal 15 giugno 2017, chi viaggerà nell’ Ue pagherà chiamate, sms e navigazione su Internet esattamente come a casa, ma con qualche eccezione. Ecco le linee guida Ad aggiungere concretezza all’ iter legislativo per l’ imminente rivoluzione sul roaming, sono le linee guida pubblicate questa settimana dall’ autorità europea dei regolatori Tlc Berec, un documento di una quarantina di pagine in cui si entra nel vivo della materia, facendo il punto in modo dettagliato anche sulle regole per valutare le eccezioni, ovvero, «la politica del giusto utilizzo», quindi per evitare gli abusi, e la richiesta di opt -out (traducibile in “rinuncia”, secondo cui il destinatario della comunicazione commerciale non desiderata ha la possibilità di opporsi ad ulteriori invii per il futuro), per il massimo di un anno, da parte di un operatore, su cui comunque avrà l’ ultima parola il regolatore nazionale. I famosi costi aggiuntivi La Commissione comunque condurrà un riesame del mercato all’ ingrosso entro la fine del 2019 e trasmetterà ai co-legislatori una valutazione. L’ operatore potrà prevedere costi aggiuntivi se il cliente usa il telefono più in roaming che nel suo Paese. La valutazione dovrà essere fatta sulla base di quattro mesi. Si applica allora un sovrapprezzo di 19 cent al minuto, 20 cent al MB e 6 cent per sms. Per internet mobile, inoltre, gli operatori possono limitare la quantità di GB che il consumatore può usare gratis all’ estero. Ma l’ utente potrà evitare i sovraccosti se riuscirà a provare che ha legami particolari, come lavoro, studio o famiglia nella destinazione in cui ha prodotto roaming. I centesimi al minuto di sovrapprezzo per le telefonate di chi usa il roaming più del nazionale Nuovo “business model” Inoltre l’ operatore potrà chiedere una deroga per aggiustare il suo “business model” se potrà dimostrare che a seguito della nuova situazione perderà denaro. Sarà comunque il regolatore nazionale che dovrà decidere. L’ opt-out sarà valido per 12 mesi, periodo oltre il quale la compagnia di tlc si dovrà adeguare. Le richieste comunque dovranno essere presentate al più tardi entro il 15 maggio, e l’ importo della maggiorazione sarà valutato in base alle necessità. L’ ultimo passaggio istituzionale prima della pubblicazione delle linee guida del Berec, c’ era stato a fine gennaio, con l’ intesa fra i rappresentanti di Consiglio e Parlamento europeo, sulle tariffe all’ ingrosso, cioè le tariffe che gli operatori devono applicarsi tra loro per il traffico dati in roaming, una trattativa che si era rivelata un vero scoglio, con una maratona negoziale che si era inoltrata fino a notte fonda. Il Codacons: tutto e subito «Nessuna eccezione all’ addio al ro aming in Italia», afferma il Coda cons, commentando le linee guida pubblicate questa settimana dall’ autorità europea dei regolatori Tlc Berec. «Non esiste alcun dubbio sul fatto che le compagnie telefoniche perderanno denaro, e molto, grazie all’ abbandono dei sovra-costi per l’ utilizzo dei telefoni cellulari all’ estero – afferma il presidente Carlo Rienzi – Basti pensare che il roaming è costato ai cittadini europei la bellezza di 8,5 miliardi di euro all’ anno, al punto da rappresentare il 10% dei ricavi dei gestori telefonici: nel 2006 un utente pagava da 1 a 6 euro al minuto per fare una telefonata dall’ estero, e dai 35 centesimi a un euro per riceverla». Costi che «oggi – prosegue Rienzi sono sensibilmente diminuiti, ma non esiste alcun giustificato motivo per concedere deroghe agli ope ratori italiani. In tal senso diffideremo l’ Agcom a non accogliere alcuna richiesta delle compagnie te lefoniche tesa a tenere in piedi il più a lungo possibile i costi aggiuntivi legati al roaming».
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