Lavori finiti e voragine aperta E il ciclista finisce… in buca
Passeggiata finita ma-
le per un ciclista roma-
no che ieri mattina,
mentre pedalava per
le strade della capita-
le, è precipitato con
tutta la bici in una vo-
ragine in via Gioberti,
in zona Termini.
L’uomo, intorno alle
8, ha improvvisamen-
te sentito i pedali bloc-
cati e non ha fatto in
tempo a rendersi con-
to della situazione: la
ruota
anteriore
del
mezzo era scivolato
nella maxi-buca nasco-
sta da un pannello
d’acciaio.
La
crepa
nell’asfalto era infatti
nascosta dai lavori ef-
fettuati per uno scavo.
Il ciclista è stato ca-
tapultato a faccia in
giù
sull’asfalto,
ri-
schiando di essere tra-
volto dalle auto e da-
gli scooter in transito.
Poi è stato portato al
Policlinico Umberto I.
Sul posto sono inter-
venuti i vigili urbani
del gruppo Trevi. E
proprio ieri il Coda-
cons ha reso noti i nu-
meri forniti dalle Assi-
curazioni di Roma, su-
gli incidenti provocati
a Roma da buche stra-
dali e disconnessioni
dell’asfalto, che hanno
portato a richieste ri-
sarcitorie da parte de-
gli automobilisti con-
tro il Comune.
Ebbene,
secondo
quanto riferito dal Co-
dacons
le
pratiche
pendenti al 31 dicem-
bre dello scorso anno
sono in totale 5.188.
Di queste 3.239 riguar-
dano sinistri “non in
causa”, mentre 1.949
sono gli incidenti de-
terminati da buche
stradali
che
hanno
portato ad una causa.
Sempre al 31 dicem-
bre scorso, le pratiche
definite sono 2.398
per i sinistri non in
causa, e 331 per quelli
in causa (totale 2.729
pratiche definite).
«Tra i sinistri ancora
in attesa di definizio-
ne ci sono ben 49 inci-
denti
avvenuti
nel
2004: a distanza di 13
anni gli automobilisti
danneggiati dalle bu-
che ancora non sono
riusciti ad ottenere giu-
stizia.
Non a caso – sottoli-
nea l’associazione – il
tempo medio per otte-
nere un indennizzo è
pari a 6 anni e mezzo
nel caso in cui si ricor-
ra alla giustizia ordina-
ria, periodo che scen-
de a 1 anno e 10 mesi
qualora di acceda alla
conciliazione. Se si
provvedesse a rifare le
strade a regola d’arte
senza ricorrere ai rat-
toppi dell’asfalto che
cedono
alla
prima
pioggia, il Comune po-
trebbe
risparmiare
centinaia di migliaia
di euro ogni anno».
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