28 Febbraio 2017

Lavori finiti e voragine aperta E il ciclista finisce… in buca

Lavori finiti e voragine aperta E il ciclista finisce… in buca

Passeggiata  finita  ma-
le per un ciclista roma-
no   che   ieri   mattina,
mentre   pedalava   per
le  strade  della  capita-
le,   è   precipitato   con
tutta la bici in una vo-
ragine  in  via  Gioberti,
in zona Termini.
L’uomo, intorno alle
8,  ha  improvvisamen-
te sentito i pedali bloc-
cati  e  non  ha  fatto  in
tempo a rendersi con-
to  della  situazione:  la
ruota
anteriore
del
mezzo   era   scivolato
nella maxi-buca nasco-
sta   da   un   pannello
d’acciaio.
La
crepa
nell’asfalto  era  infatti
nascosta  dai  lavori  ef-
fettuati per uno scavo.
Il  ciclista  è  stato  ca-
tapultato   a   faccia   in
giù
sull’asfalto,
ri-
schiando di essere tra-
volto  dalle  auto  e  da-
gli  scooter  in  transito.
Poi  è  stato  portato  al
Policlinico  Umberto  I.
Sul posto sono inter-
venuti  i   vigili   urbani
del   gruppo   Trevi.   E
proprio   ieri   il   Coda-
cons ha reso noti i nu-
meri  forniti dalle  Assi-
curazioni di Roma, su-
gli  incidenti  provocati
a Roma da buche stra-
dali   e   disconnessioni
dell’asfalto, che hanno
portato  a  richieste  ri-
sarcitorie  da  parte  de-
gli  automobilisti  con-
tro il Comune.
Ebbene,
secondo
quanto riferito dal Co-
dacons
le
pratiche
pendenti  al  31  dicem-
bre  dello  scorso  anno
sono   in   totale  5.188.
Di queste 3.239 riguar-
dano  sinistri  “non  in
causa”,  mentre   1.949
sono  gli  incidenti  de-
terminati    da    buche
stradali
che
hanno
portato  ad  una  causa.
Sempre  al  31  dicem-
bre  scorso,  le  pratiche
definite    sono    2.398
per   i   sinistri   non   in
causa, e 331 per quelli
in  causa  (totale  2.729
pratiche definite).
«Tra i sinistri ancora
in  attesa  di  definizio-
ne ci sono ben 49 inci-
denti
avvenuti
nel
2004:  a  distanza  di  13
anni  gli  automobilisti
danneggiati  dalle  bu-
che  ancora  non  sono
riusciti ad ottenere giu-
stizia.
Non a caso – sottoli-
nea  l’associazione  –  il
tempo medio per otte-
nere  un  indennizzo  è
pari  a  6  anni  e  mezzo
nel caso in cui si ricor-
ra alla giustizia ordina-
ria,  periodo  che  scen-
de a  1 anno  e 10 mesi
qualora  di  acceda  alla
conciliazione.    Se    si
provvedesse a  rifare  le
strade  a  regola  d’arte
senza  ricorrere  ai  rat-
toppi   dell’asfalto   che
cedono
alla
prima
pioggia, il Comune po-
trebbe
risparmiare
centinaia   di   migliaia
di euro ogni anno».

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