Stop al roaming a metà giugno Trovato l’ accordo
chiamate dall’ estero come da casa cade anche l’ ultimo ostacolo
BRUXELLESCade l’ ultimo ostacolo verso l’ azzeramento dei sovraccosti del roaming: con l’ intesa raggiunta ieri sulle tariffe all’ ingrosso, ci sono ora tutti i tasselli per partire come previsto a metà giugno. Il passo finale è stato accolto dal plauso delle associazioni dei consumatori e dalla maggior parte degli eurodeputati tranne gli euroscettici, mentre gli operatori delle teleconunicazioni, spaccati tra grandi e piccoli, tra Paesi del Nord e del Sud, non sono riusciti a esprimere una posizione comune. Tranne quelli virtuali, che hanno ammonito del rischio di un aumento delle tariffe. Dopo una notte di negoziati e l’ appello arrivato da parte del vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip a «non perdere tempo» e a mantenere la promessa fatta ai cittadini europei, Consiglio e Parlamento sono riusciti a trovare un accordo sulle tariffe che gli operatori devono applicarsi tra loro per il traffico dati in roaming, vero scoglio delle discussioni. Tra le tariffe più elevate proposte dalla Commissione e dal Consiglio e quelle decisamente più «stracciate» chieste dall’ Europarlamento, il compromesso è arrivato molto più vicino alle posizioni di quest’ ultimo, con un tetto a scendere dai 7,7 euro per gigabyte nel 2017 sino ai 2,5 nel 2022. Si tratta di un taglio del 90% dei costi attuali. «Era l’ ultimo pezzo del puzzle», ha dichiarato Ansip, «dal 15 giugno gli europei potranno viaggiare nell’ Ue senza costi di roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati nazionali». Il compromesso trovato ha cercato di tenere conto della variegata situazione degli operatori europei, con dimensioni e dinamiche molto diverse tra i Paesi del Nord, con offerte vantaggiose e il maggior numero di viaggiatori all’ estero come Svezia, Finlandia o i Baltici, e quelli del Sud come Italia, Spagna o Grecia, con un alto numero di turisti. Contro l’ intesa raggiunta gli operatori virtuali di Mnvo, che temono non rientreranno dei costi imponendoli sui consumatori con un aumento delle tariffe. Per Bruxelles, però, il taglio del 90% dei costi attuali serve proprio per tenere conto di queste esigenze, e in ogni caso è prevista una clausola di revisione ogni due anni per cui già nel 2019 verrà fatto il punto. «Più basso il tetto, più grande la quantità di dati che i consumatori avranno in roaming», hanno accolto con favore l’ intesa i consumatori del Beuc, mentre il Codacons ha ricordato che finora i sovraccosti sono stati di 8,5 miliardi per le tasche dei cittadini. Sulla telefonia intanto arrivano i prini dati sulla vendita degli smartphone. Secondo Strategy Analytics l’ anno scorso ne sono stati consegnati nel mondo un miliardo e mezzo, 3% in più rispetto al 2015 con Apple che scalza Samsung.
lucia sali
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