Italicum, domani la decisione della Consulta
La decisione della Corte costituzionale sull’ Italicum non arriverà stasera ma domani in tarda mattinata intorno alle 13- 13.30. Lo ha comunicato il segretario generale della Corte Carlo Visconti al termine dell’ udienza pubblica e poco dopo l’ inizio della Camera di Consiglio che si aggiornerà a domani. La Consulta deve valutare la legittimità del ballottaggio, del premio di maggioranza, dei capilista bloccati, delle multicandidature con l’ opzione del candidato di scegliere in quale collegio essere eletto. I rilievi su questi aspetti sono contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste. L’ Avvocato generale dello Stato, Massimo Massella Ducci Teri, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, ha chiesto agli alti togati di dichiarare infondata la questione di incostituzionalità. Sul premio di maggioranza e la soglia del 40%, Massella ha affermato che “è arduo definirlo irragionevole” mentre sul ballottaggio ha osservato che “nessuna norma impedisce il ricorso a un tale sistema, già presente nel nostro ordinamento e utilizzato anche in altri Paesi”. Quanto all’ omogeneità di sistemi elettorali per Camera e Senato “l’ auspicio è legittimo e il Parlamento potrà perseguirlo in ogni momento”. Altro tema toccato, quello dei capilista: “non ho trovato”, ha concluso l’ avvocato generale, “alcuna parte della Costituzione che impedisca a un candidato di essere presente in più collegi”. Questa mattina hanno invece esposto le loro tesi gli avvocati “anti Italicum” sulla base delle argomentazioni contenute nelle 5 ordinanze di rimessione alla Corte da parte dei tribunali italiani. Saranno comunque 13 i giudici che si pronunceranno domani: è infatti assente il giudice Alessandro Criscuolo, come già avvenuto per l’ udienza a porte chiuse dell’ 11 gennaio sull’ ammissibilità dei referendum sul Jobs act. Il plenum della Corte è inoltre ancora incompleto dopo le dimissioni del giudice Giuseppe Frigo. I giudici hanno poi giudicato “inammissibile” e “tardivo” il ricorso presentato dall’ associazione a difesa dei consumatori, il Codacons. Respinte anche le richieste di costituzione in giudizio di altri cittadini. “Abbiamo visto quali sono state le conseguenze di aver votato per 3 volte con una legge elettorale incostituzionale. Questo non deve succedere più”, ha messo nero su bianco l’ avvocato Felice Besostri, promotore dei ricorsi anti Italicum, in aula a Palazzo della Consulta. “Se le prossime elezioni dovessero ancora essere fatte con una legge di sospetta incostituzionalità, la salute della Repubblica sarebbe in pericolo”, ha aggiunto, tornando a sollecitare un’ autorimessione davanti alla Corte, poiché “il processo di approvazione dell’ Italicum ha impedito di sviscerare le contraddizioni”.
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