24 Gennaio 2017

Italicum, domani la decisione della Consulta

Italicum, domani la decisione della Consulta

La decisione della Corte costituzionale sull’ Italicum non arriverà stasera ma domani in tarda mattinata intorno alle 13- 13.30. Lo ha comunicato il segretario generale della Corte Carlo Visconti al termine dell’ udienza pubblica e poco dopo l’ inizio della Camera di Consiglio che si aggiornerà a domani. La Consulta deve valutare la legittimità del ballottaggio, del premio di maggioranza, dei capilista bloccati, delle multicandidature con l’ opzione del candidato di scegliere in quale collegio essere eletto. I rilievi su questi aspetti sono contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste. L’ Avvocato generale dello Stato, Massimo Massella Ducci Teri, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, ha chiesto agli alti togati di dichiarare infondata la questione di incostituzionalità. Sul premio di maggioranza e la soglia del 40%, Massella ha affermato che “è arduo definirlo irragionevole” mentre sul ballottaggio ha osservato che “nessuna norma impedisce il ricorso a un tale sistema, già presente nel nostro ordinamento e utilizzato anche in altri Paesi”. Quanto all’ omogeneità di sistemi elettorali per Camera e Senato “l’ auspicio è legittimo e il Parlamento potrà perseguirlo in ogni momento”. Altro tema toccato, quello dei capilista: “non ho trovato”, ha concluso l’ avvocato generale, “alcuna parte della Costituzione che impedisca a un candidato di essere presente in più collegi”. Questa mattina hanno invece esposto le loro tesi gli avvocati “anti Italicum” sulla base delle argomentazioni contenute nelle 5 ordinanze di rimessione alla Corte da parte dei tribunali italiani. Saranno comunque 13 i giudici che si pronunceranno domani: è infatti assente il giudice Alessandro Criscuolo, come già avvenuto per l’ udienza a porte chiuse dell’ 11 gennaio sull’ ammissibilità dei referendum sul Jobs act. Il plenum della Corte è inoltre ancora incompleto dopo le dimissioni del giudice Giuseppe Frigo. I giudici hanno poi giudicato “inammissibile” e “tardivo” il ricorso presentato dall’ associazione a difesa dei consumatori, il Codacons. Respinte anche le richieste di costituzione in giudizio di altri cittadini. “Abbiamo visto quali sono state le conseguenze di aver votato per 3 volte con una legge elettorale incostituzionale. Questo non deve succedere più”, ha messo nero su bianco l’ avvocato Felice Besostri, promotore dei ricorsi anti Italicum, in aula a Palazzo della Consulta. “Se le prossime elezioni dovessero ancora essere fatte con una legge di sospetta incostituzionalità, la salute della Repubblica sarebbe in pericolo”, ha aggiunto, tornando a sollecitare un’ autorimessione davanti alla Corte, poiché “il processo di approvazione dell’ Italicum ha impedito di sviscerare le contraddizioni”.

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