21 Aprile 2016

Botte al nido, educatrice arrestata

Botte al nido, educatrice arrestata

ROMA Picchiati, insultati, costretti a mangiare con la forza e legati ai passeggini, anche per ore, sbattuti in disparte e lasciati a piangere. Un’ altra terribile storia, questa in un asilo nido comunale di Roma, dove un’ educatrice è stata arrestata dai carabinieri e altre due sono state sospese dall’ incarico per maltrattamenti aggravati. Le indagini, condotte dai militari della compagnia San Pietro, sono scattate con la denuncia «presentata, alcune settimane fa, proprio dal Municipio XIII – ha detto il presidente, Valentino Mancinelli – dopo aver raccolto le segnalazioni di altre educatrici supplenti insospettite dagli atteggiamenti tenuti nei confronti dei piccoli utenti del nido». Così gli investigatori, attraverso intercettazioni ambientali e l’ utilizzo di telecamere, hanno documentato maltrattamenti costanti da febbraio fino a ieri. A subirli sono stati dodici bambini che frequentavano la stessa classe. Bambini di età compresa tra i dodici e i ventiquattro mesi che venivano strattonati, afferrati di peso e trascinati per un braccio da una parte all’ altra. In diverse occasioni, poi, sarebbero stati costretti a mangiare e, addirittura, sarebbe stata loro tappata la bocca per evitare che vomitassero. E l’ ira delle maestre si scatenava quando «disobbedivano ai loro ordini» ed erano «schiaffi, scossoni e urla». È capitato che qualcuno sia stato anche legato al passeggino per ore, mentre gli altri svolgevano le normali attività. Così ieri mattina c’ è stato sgomento tra le colleghe delle educatrici e i genitori dei bambini che frequentano la struttura. Le maestre coinvolte hanno un’ esperienza lavorativa di anni, la più anziana è finita ai domiciliari mentre le altre due sono state allontanate. La vicenda ha anche scatenato diverse reazioni. Soprattutto si è rinfocolato il dibattito sulla necessità o meno di usare le telecamere all’ interno di certe strutture. Matteo Salvini, segretario leghista, propone su Facebook «Telecamere in tutti gli asili, scuole e case di riposo. Io sarei d’ accordo, voi?». Anche per la deputata e leader di Forza Italia Giovani, Annagrazia Calabria, «bisogna agire per impedire che si ripetano» episodi come questo dell’ asilo: «Perciò abbiamo presentato una proposta di legge per la videosorveglianza delle strutture che prestano assistenza ai più deboli, come centri di assistenza agli anziani, ospedali e, appunto, asili». Il presidente dell’ associazione dei consumatori Codacons e candidato a sindaco, Carlo Rienzi, ha fatto sapere di offrire «assistenza legale alle famiglie dei bambini coinvolti nei casi di violenza, allo scopo di far ottenere loro il risarcimento dei danni morali e materiali subiti nei confronti non solo delle maestre responsabili, ma anche di chi aveva il compito di vigilare ed evitare simili situazioni » e ha chiesto «all’ amministrazione e alle forze dell’ ordine di incrementare i controlli presso gli asili, attraverso telecamere e sistemi di sorveglianza». Il Pd è su posizioni diverse: è necessaria «una logica preventiva per scongiurare la messa in atto di comportamenti e azioni inaccettabili in futuro», secondo la deputata e responsabile nazionale del Pd per l’ infanzia, Vanna Iori, secondo la quale «la legge sugli educatori, in corso di approvazione alla Camera, potrà costituire una sorta di anticorpo perché la qualificazione professionale degli educatori sarà un elemento obbligatorio». Mentre la presidente di Fratelli d’ Italia e candidata sindaco, Giorgia Meloni, chiede «al Comune di Roma di costituirsi parte civile nel processo all’ educatrice arrestata». RIPRODUZIONE RISERVATA.
pino ciociola

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