Dal Pil ai mutui, il voto ai due anni di governo
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fonte:
- Libero
CARLO CAMBI Il presidente del Consiglio fascia l’ Italia con i manifesti (ci manca un “Meno tasse per Totti” che sarebbe pure di attualità pallonara per tornare ai vecchi tempi) per glorificarsi, lancia un referendum via Facebook per sentirsi dire – come il Nerone di Petrolini – che l’ Italia risorgerà «più bella e più splendente che pria» e qual è la prossima riforma attesa visto che lui in due anni ha rivoltato il paese come un calzino. O no? Ieri davanti alla stampa estera Renzi da consumato pokerista ha fatto all-in: «Il 22 dicembre inauguriamo la Salerno-Reggio Calabria». S’ è beccato qualche buuh e molto scetticismo. Confortato dal Codacons che proprio sulle opere pubbliche ieri ha spiegato che ce ne sono 600 incompiute per 5 miliardi. Gli è andata male anche raccontando i successi economici. Magnifica gli 80 euro che ha concesso e racconta che è stato un taglio di tasse poderoso fatto per stimolare la domanda interna. Ebbene non è un taglio di tasse, ma una maggiore spesa che porta il rapporto deficit/pil vicino alla soglia del 3% e quanto a stimolare la domanda ieri l’ Istat ha detto che l’ inflazione sale dello 0,3% su base annua: ci sono dieci mega-città in deflazione e i consumi sono fermi. Abbiamo letto le 24 slides renziane (una per ogni mese di governo) per vedere se sono vere. La prima dice: la disoccupazione è calata all’ 11,4%: vero ma ci è costata 11 miliardi: i posti di lavoro creati sono solo 110 mila e non c’ è la riprova che senza la decontribuzione, affidandosi solo al Jobs Act, le cose sarebbero andate così. Peraltro c’ è da registrare che in gennaio la cassa integrazione guadagni è tornata a salire il che smentisce un’ altra slide. Disoccupazione giovanile scesa al 37,9%. Vero, ma Renzi non dice che sono aumentati i giovani che non studiano e non lavorano. La terza slide è una balla colossale. Il Pil secondo Renzi è passato da -1,9% a +0,8%. Se va bene sarà lo 0,7, più probabile (stima Ocse) lo 0,6%. E questo in presenza di quantitavie easing di Draghi (vale uno 0,3% del Pil), petrolio ai minimi, euro debole per buona parte dell’ anno. Se non fosse per agricoltura, auto e farmaci il comparto industriale sarebbe ancora in recessione. Altre glorie: zero tagli alla sanità, 730 pre compilato, fatture elettroniche. Alla sanità mancano due miliardi, il pre-compilato frega i cittadini sulle detrazioni e quanto alle fatture pagasse Renzi i 70 miliardi che deve alle imprese. Indice di fiducia dei cittadini salito al 118,9. È verissimo, ma se agli stessi cittadini si chiede se la loro condizione è migliorata 3 su 4 rispondono no. L’ arretrato della giustizia civile è calato di oltre un milione di cause. Il risultato è stato ottenuto ricorrendo ai GOT, giudici non togati che hanno raddoppiato i ricorsi in appello. Tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici. È di facciata. Proprio ieri si è scoperto che le consulenze esterne nella P.A. sono aumentate in un anno del 65% e molti dirigenti mantengono il doppio incarico e dunque il doppio stipendio. Una balla analoga è quella dei mutui: sostiene Renzi che sono passati da 19 a 49 miliardi. Sono tutte surroghe: la gente, capito che i tassi sono bassi, ricontratta passando dal mutuo a tasso variabile a quello a tasso fisso. Le nuove erogazioni sono di appena 8 miliardi. È però vero che ha cancellato la Tasi. Vediamo se i conti torneranno. Che Renzi adori Marchionne è conclamato ma che il premier s’ intesti il quasi raddoppio di auto prodotte sfiora il patetico. C’ è poi una slide davvero ingannevole e pericolosa: gli investimenti esteri sono passati da 12 a 74 miliardi. Non sono investimenti, ma acquisizioni di aziende. Il paese non è più ricco, ha perso patrimonio e capacità produttiva. Così Renzi tace sulla produzione industriale in ribasso, sulla nostra crescita che è metà di quella dell’ area Euro, sugli investimenti al palo con previsioni economiche pessime per questìanno. Ma sono dettagli. Detta Renzi alla Stampa Estera: «Posso dire che il futuro è tornato di casa in questo paese». Speriamo di non averlo già dietro le spalle. riproduzione riservataIl bilancio, tra propaganda e realtà Il premier pubblica 24 slide per autoincensarsi. Così le aziende preda degli stranieri diventano «investimenti esteri»Dal Pil ai mutui, il voto ai due anni di governo.
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