23 Febbraio 2016

Dal Pil ai mutui, il voto ai due anni di governo

Dal Pil ai mutui, il voto ai due anni di governo

CARLO CAMBI Il presidente del Consiglio fascia l’ Italia con i manifesti (ci manca un “Meno tasse per Totti” che sarebbe pure di attualità pallonara per tornare ai vecchi tempi) per glorificarsi, lancia un referendum via Facebook per sentirsi dire – come il Nerone di Petrolini – che l’ Italia risorgerà «più bella e più splendente che pria» e qual è la prossima riforma attesa visto che lui in due anni ha rivoltato il paese come un calzino. O no? Ieri davanti alla stampa estera Renzi da consumato pokerista ha fatto all-in: «Il 22 dicembre inauguriamo la Salerno-Reggio Calabria». S’ è beccato qualche buuh e molto scetticismo. Confortato dal Codacons che proprio sulle opere pubbliche ieri ha spiegato che ce ne sono 600 incompiute per 5 miliardi. Gli è andata male anche raccontando i successi economici. Magnifica gli 80 euro che ha concesso e racconta che è stato un taglio di tasse poderoso fatto per stimolare la domanda interna. Ebbene non è un taglio di tasse, ma una maggiore spesa che porta il rapporto deficit/pil vicino alla soglia del 3% e quanto a stimolare la domanda ieri l’ Istat ha detto che l’ inflazione sale dello 0,3% su base annua: ci sono dieci mega-città in deflazione e i consumi sono fermi. Abbiamo letto le 24 slides renziane (una per ogni mese di governo) per vedere se sono vere. La prima dice: la disoccupazione è calata all’ 11,4%: vero ma ci è costata 11 miliardi: i posti di lavoro creati sono solo 110 mila e non c’ è la riprova che senza la decontribuzione, affidandosi solo al Jobs Act, le cose sarebbero andate così. Peraltro c’ è da registrare che in gennaio la cassa integrazione guadagni è tornata a salire il che smentisce un’ altra slide. Disoccupazione giovanile scesa al 37,9%. Vero, ma Renzi non dice che sono aumentati i giovani che non studiano e non lavorano. La terza slide è una balla colossale. Il Pil secondo Renzi è passato da -1,9% a +0,8%. Se va bene sarà lo 0,7, più probabile (stima Ocse) lo 0,6%. E questo in presenza di quantitavie easing di Draghi (vale uno 0,3% del Pil), petrolio ai minimi, euro debole per buona parte dell’ anno. Se non fosse per agricoltura, auto e farmaci il comparto industriale sarebbe ancora in recessione. Altre glorie: zero tagli alla sanità, 730 pre compilato, fatture elettroniche. Alla sanità mancano due miliardi, il pre-compilato frega i cittadini sulle detrazioni e quanto alle fatture pagasse Renzi i 70 miliardi che deve alle imprese. Indice di fiducia dei cittadini salito al 118,9. È verissimo, ma se agli stessi cittadini si chiede se la loro condizione è migliorata 3 su 4 rispondono no. L’ arretrato della giustizia civile è calato di oltre un milione di cause. Il risultato è stato ottenuto ricorrendo ai GOT, giudici non togati che hanno raddoppiato i ricorsi in appello. Tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici. È di facciata. Proprio ieri si è scoperto che le consulenze esterne nella P.A. sono aumentate in un anno del 65% e molti dirigenti mantengono il doppio incarico e dunque il doppio stipendio. Una balla analoga è quella dei mutui: sostiene Renzi che sono passati da 19 a 49 miliardi. Sono tutte surroghe: la gente, capito che i tassi sono bassi, ricontratta passando dal mutuo a tasso variabile a quello a tasso fisso. Le nuove erogazioni sono di appena 8 miliardi. È però vero che ha cancellato la Tasi. Vediamo se i conti torneranno. Che Renzi adori Marchionne è conclamato ma che il premier s’ intesti il quasi raddoppio di auto prodotte sfiora il patetico. C’ è poi una slide davvero ingannevole e pericolosa: gli investimenti esteri sono passati da 12 a 74 miliardi. Non sono investimenti, ma acquisizioni di aziende. Il paese non è più ricco, ha perso patrimonio e capacità produttiva. Così Renzi tace sulla produzione industriale in ribasso, sulla nostra crescita che è metà di quella dell’ area Euro, sugli investimenti al palo con previsioni economiche pessime per questìanno. Ma sono dettagli. Detta Renzi alla Stampa Estera: «Posso dire che il futuro è tornato di casa in questo paese». Speriamo di non averlo già dietro le spalle. riproduzione riservataIl bilancio, tra propaganda e realtà Il premier pubblica 24 slide per autoincensarsi. Così le aziende preda degli stranieri diventano «investimenti esteri»Dal Pil ai mutui, il voto ai due anni di governo.
carlo cambi
 

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