23 Gennaio 2016

Il petrolio cala, la benzina meno Un coro di proteste: «Pesa il fisco»

Il petrolio cala, la benzina meno Un coro di proteste: «Pesa il fisco»

Una «moral suasion» sui petrolieri perchè, con il prezzo del petrolio che scende a precipizio, facciano calare anche i prezzi dei carburanti. A sollecitarla è Matteo Renzi, che non raccoglie però particolari consensi, nemmeno da parte dei consumatori, secondo cui a pesare è il fisco e, dunque, è su Iva e accise che bisogna intervenire. «Il petrolio a 25 dollari rischia di diventare un problema per gli equilibri geopolitici, quanto al prezzo alla pompa ho chiesto al ministro dello Sviluppo di usare la moral suasion – ha annunciato il premier -, non abbiamo molti altri strumenti per chiedere di far scendere i prezzi». Palazzo Chigi, insomma, attraverso il ministro Federica Guidi intende spingere le compagnie petrolifere ad abbassare i listini. Il petrolio è sceso sotto quota 30 dollari, mentre la benzina, malgrado una lunga serie di ribassi, stenta a lasciare la soglia di 1,4 euro al litro: stando all’ ultima rilevazione del ministero dello Sviluppo la verde era infatti a quota 1,409 euro. L’ Unione petrolifera, implicitamente chiamata in causa da Renzi, sottolinea comunque che «da giugno 2015 il prezzo della benzina è diminuito complessivamente di oltre 21 centesimi, mentre quello del gasolio di circa 28 cente simi, riflettendo appieno la discesa del greggio e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali». Il Mise, che comunque monitora costantemente i prezzi e lavora alla riforma della rete di distribuzione, fa notare che i margini di manovra sono molto limitati, sia per la situazione oggettivamente difficile della raffinazione ma soprattutto per il carico fiscale che non lascia spazi di intervento. Adusbef e Federconsumatori sottolineano infatti come sul prezzo finale della benzina tasse e accise pesano per il 70%. Si tratta di un livello «intollerabile», su cui proprio il governo dovrebbe inter venire «affinchè le accise siano ritoccate al ribasso immediatamente di almeno 5 cent al litro in una prima fase, per poi intervenire in termini strutturali con ulteriori riduzioni di almeno 10 cent al fine di riportare la tassazione nelle medie europee». Per i consumatori qualcosa si può fare anche sul prezzo industriale, visto che anche tenendo conto della perdita di forza del cambio euro -dollaro, dell’ aumento delle accise sui carburanti, nonchè dell’ incremento dell’ Iva, «il costo della benzina si trova comunque 6 centesimi oltre il livello a cui si dovrebbe attestare». Sulla stessa linea dei consumatori anche i gestori della Faib Confesercenti: «Per assurdo – rilevano – anche se i Paesi produttori ci regalassero la materia prima, un litro di verde costerebbe comunque agli italiani 1,083 euro, un litro di gasolio 0,965 euro». Dello stesso avviso il Codacons.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this