Il petrolio cala, la benzina meno Un coro di proteste: «Pesa il fisco»
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Una «moral suasion» sui petrolieri perchè, con il prezzo del petrolio che scende a precipizio, facciano calare anche i prezzi dei carburanti. A sollecitarla è Matteo Renzi, che non raccoglie però particolari consensi, nemmeno da parte dei consumatori, secondo cui a pesare è il fisco e, dunque, è su Iva e accise che bisogna intervenire. «Il petrolio a 25 dollari rischia di diventare un problema per gli equilibri geopolitici, quanto al prezzo alla pompa ho chiesto al ministro dello Sviluppo di usare la moral suasion – ha annunciato il premier -, non abbiamo molti altri strumenti per chiedere di far scendere i prezzi». Palazzo Chigi, insomma, attraverso il ministro Federica Guidi intende spingere le compagnie petrolifere ad abbassare i listini. Il petrolio è sceso sotto quota 30 dollari, mentre la benzina, malgrado una lunga serie di ribassi, stenta a lasciare la soglia di 1,4 euro al litro: stando all’ ultima rilevazione del ministero dello Sviluppo la verde era infatti a quota 1,409 euro. L’ Unione petrolifera, implicitamente chiamata in causa da Renzi, sottolinea comunque che «da giugno 2015 il prezzo della benzina è diminuito complessivamente di oltre 21 centesimi, mentre quello del gasolio di circa 28 cente simi, riflettendo appieno la discesa del greggio e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali». Il Mise, che comunque monitora costantemente i prezzi e lavora alla riforma della rete di distribuzione, fa notare che i margini di manovra sono molto limitati, sia per la situazione oggettivamente difficile della raffinazione ma soprattutto per il carico fiscale che non lascia spazi di intervento. Adusbef e Federconsumatori sottolineano infatti come sul prezzo finale della benzina tasse e accise pesano per il 70%. Si tratta di un livello «intollerabile», su cui proprio il governo dovrebbe inter venire «affinchè le accise siano ritoccate al ribasso immediatamente di almeno 5 cent al litro in una prima fase, per poi intervenire in termini strutturali con ulteriori riduzioni di almeno 10 cent al fine di riportare la tassazione nelle medie europee». Per i consumatori qualcosa si può fare anche sul prezzo industriale, visto che anche tenendo conto della perdita di forza del cambio euro -dollaro, dell’ aumento delle accise sui carburanti, nonchè dell’ incremento dell’ Iva, «il costo della benzina si trova comunque 6 centesimi oltre il livello a cui si dovrebbe attestare». Sulla stessa linea dei consumatori anche i gestori della Faib Confesercenti: «Per assurdo – rilevano – anche se i Paesi produttori ci regalassero la materia prima, un litro di verde costerebbe comunque agli italiani 1,083 euro, un litro di gasolio 0,965 euro». Dello stesso avviso il Codacons.
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