Per il Giubileo ai tempi dell’Isis a Roma scatta il piano sicurezza
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
ROMA.
Duemila uomini in strada,
pattuglie anche sugli autobus e con-
trolli elettronici nei principali luoghi
a rischio attentati, da San Pietro allo
stadio Olimpico, passando per il Co-
losseo, oltre alla già annunciata
«no-fly zone» (l’area interdetta al sor-
volo) sull’intera città di Roma. Da
lunedì partirà l’imponente piano di
sicurezza varato da questore e prefetto
della Capitale in vista dell’apertura di
quello che lo stesso Nicolò D’Ang elo
ha definito il «Giubileo ai tempi
dell’Isis». Un faldone top secret da 200
pagine che predispone l’intera attività
delle forze dell’ordine durante i dodici
mesi dell’Anno Santo della Miseri-
cordia. «Questa è una sfida che si
vince con un gioco di squadra, del
quale fanno parte tutti», il messaggio
lanciato dal questore durante la pre-
sentazione dell’ordinanza sul piano
sicure zza.
Da lunedì, dunque, saranno inten-
sificati i controlli praticamente do-
vunque, ma in particolare sulle vie di
accesso in città da parte dei pellegrini
e sui principali luoghi di ritrovo, dallo
stadio alle arene per i concerti, fino
alle piazze della movida, dove il que-
store non esclude attività di perqui-
sizione «qualora fosse necessario». Sa-
ranno implementati e aumentati i
servizi di videosorveglianza, mentre
la città sarà divisa in tre zone con-
centriche, da quella più esterna a
quella di «massima sicurezza».
E ai duemila uomini al lavoro nella
quotidianità dell’Anno Santo, se ne
aggiungeranno altri durante gli eventi
considerati più a rischio, come «l’espo –
sizione della salma di Padre Pio o la
santificazione di Madre Teresa di Cal-
cutta», come sottolinea D’Angelo. Da
prefetto e questore arriva anche un
messaggio diretto alla stampa, chia-
mata a «verifiche serie, senza stru-
mentalizzare e allargare notizie false».
Un appello giunto proprio mentre il
premier Matteo Renzi – che ieri ha
inaugurato il nuovo pronto soccorso
dell’ospedale Santo Spirito – si af
frettava a smentire il presunto allarme
che nelle ultime ore girava sui te-
lefonini attraverso Whatsapp.
«Il livello di guardia era già stato
innalzato dopo il primo attentato di
Parigi (
a Charlie Hebdo, ndr
) – sot –
tolinea il questore – in questi mesi
abbiamo messo in campo tutte le ri-
sorse di cui disponiamo facendo un
lavoro di intelligence anche attraverso
un maggiore flusso informativo con i
partner nazionali ed europei interes-
santi nell’anti-terrorismo». «Nessuno
nega che il nostro Paese sia un pos-
sibile obiettivo – ribadisce il prefetto
Gabrielli -. Ma un conto è la minaccia,
un conto è che le cose possano poi
ve r i f i c a r s i » .
E ieri Roma ha dovuto fare i conti
con gli ennesimi falsi allarmi che
hanno bloccato la metropolitana per
due volte, e mandato nel panico San
Giovanni dove un medico ha detto di
aver visto un uomo armato all’in –
gresso dell’ospedale. «Così a Roma si
rischia il caos. Roma è a rischio caos
per i troppi allarmi – fa notare il
Codacons -, meglio celebrare il Giu-
bileo nelle chiese di tutto il mondo
senza la massa di fedeli nella Ca-
pitale»
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