21 Novembre 2015

Per il Giubileo ai tempi dell’Isis a Roma scatta il piano sicurezza

Per il Giubileo ai tempi dell’Isis a Roma scatta il piano sicurezza

 ROMA.
Duemila uomini in strada,
pattuglie anche sugli  autobus e con-
trolli elettronici nei principali luoghi
a  rischio  attentati, da  San  Pietro  allo
stadio Olimpico,  passando per  il Co-
losseo, oltre alla    già annunciata
«no-fly zone» (l’area interdetta al sor-
volo) sull’intera città di Roma. Da
lunedì partirà  l’imponente piano  di
sicurezza varato da questore e prefetto
della Capitale in vista dell’apertura di
quello che lo  stesso Nicolò D’Ang elo
ha definito il «Giubileo ai tempi
dell’Isis». Un faldone top secret da 200
pagine che predispone l’intera attività
delle forze dell’ordine durante i dodici
mesi dell’Anno   Santo della   Miseri-
cordia.   «Questa è   una   sfida che   si
vince  con  un gioco  di  squadra,  del
quale fanno parte tutti», il messaggio
lanciato  dal  questore durante  la  pre-
sentazione dell’ordinanza   sul piano
sicure zza.
Da lunedì, dunque,  saranno inten-
sificati i   controlli praticamente   do-
vunque, ma in particolare sulle vie di
accesso in città da parte dei pellegrini
e sui principali luoghi di ritrovo, dallo
stadio alle  arene per i  concerti, fino
alle piazze  della movida, dove  il que-
store non esclude attività di perqui-
sizione «qualora fosse necessario». Sa-
ranno implementati e aumentati i
servizi di  videosorveglianza, mentre
la  città  sarà  divisa in  tre  zone  con-
centriche, da quella   più esterna a
quella di «massima sicurezza».
E ai duemila uomini al lavoro nella
quotidianità dell’Anno  Santo, se  ne
aggiungeranno altri durante gli eventi
considerati più a rischio, come «l’espo –
sizione della salma di  Padre Pio o la
santificazione di Madre Teresa di Cal-
cutta»,  come sottolinea  D’Angelo. Da
prefetto e questore  arriva anche un
messaggio  diretto alla  stampa,  chia-
mata a «verifiche serie, senza stru-
mentalizzare e allargare notizie false».
Un  appello  giunto proprio  mentre  il
premier  Matteo  Renzi –  che ieri ha
inaugurato il nuovo pronto soccorso
dell’ospedale Santo Spirito –   si af
frettava a smentire il presunto allarme
che nelle   ultime ore girava   sui te-
lefonini attraverso Whatsapp.
«Il livello di guardia  era già stato
innalzato  dopo  il primo  attentato  di
Parigi (
a  Charlie Hebdo,  ndr
)  –  sot –
tolinea il  questore –  in questi  mesi
abbiamo  messo  in campo  tutte  le  ri-
sorse di cui  disponiamo facendo un
lavoro di intelligence anche attraverso
un maggiore flusso informativo con i
partner  nazionali ed  europei  interes-
santi nell’anti-terrorismo». «Nessuno
nega che  il nostro  Paese sia  un pos-
sibile  obiettivo  – ribadisce  il  prefetto
Gabrielli -. Ma un conto è la minaccia,
un  conto è  che le  cose possano  poi
ve r i f i c a r s i » .
E ieri Roma ha dovuto fare i conti
con   gli ennesimi   falsi allarmi   che
hanno bloccato la metropolitana per
due volte, e mandato  nel panico San
Giovanni dove un medico ha detto di
aver visto un   uomo armato all’in –
gresso dell’ospedale. «Così  a Roma si
rischia il caos. Roma è a rischio caos
per   i troppi   allarmi   –   fa notare   il
Codacons  -, meglio  celebrare il  Giu-
bileo nelle chiese di  tutto il mondo
senza   la massa   di   fedeli nella   Ca-
pitale»

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