Giù il prezzo del greggio, ma non della benzina
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fonte:
- La Sicilia
ROMA. Consumatori all’ attacco sul mancato adeguamento dei prezzi in alcuni settori dei trasporti al crollo del costo del petrolio. Il greggio negli ultimi mesi è andato a picco, scivolando venerdì sotto quota 40 dollari per la prima volta dal 2009. Ma nella realtà, denunciano i consumatori, nulla è cambiato: per chi si muove in auto la benzina continua a costare troppo e per chi viaggia in aereo i biglietti aerei continuano a costare più di quanto dovrebbero. Sulla benzina, in particolare, si è venuta a creare un’«eccessiva tassazione», tornano a ripetere Adusbef e Federconsumatori che, nei giorni scorsi, avevano già denunciato che, proprio per il mancato adeguamento al calo del greggio, passato dai 100 dollari al barile del 2014 agli attuali 50-40, sul prezzo della benzina si è determinato un “sovrapprezzo” di 9 centesimi. Oltre a ridurre quel margine, inoltre, le due associazioni dei consumatori fanno notare che la tassazione sulla benzina è passata dal 60% al 65%, c’ è quindi un 5% in più che equivarrebbe a 6 centesimi sulla tassazione. «Come se lo Stato – concludono le associazioni dei consumatori -, già esoso per quanto riguarda le tassazioni, fosse diventato praticamente l’ ot tava sorella delle compagnie petrolifere». Per riequilibrare l’ eccessiva tassazione, dunque, i presidenti delle due associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti avanzano al governo due richieste: «Da un lato verifiche e controllo dei costi della filiera per evitare eventuali speculazioni e dall’ altro una diminuzione quanto meno al 60%, come nel 2014, della tassazione (sull’ accise) sul prezzo della benzina». Riducendo complessivamente il prezzo della benzina di 15 centesimi, sostengono i consumatori, si avrebbe un un risparmio per gli automobilisti di circa 180 euro annui. E il problema si ripete anche per chi si trova a dovere viaggiare in aereo. Nonostante il crollo dei prezzi del barile, infatti, nulla finora è cambiato per la “Fuel Surcharge”, ossia la sovrattassa per adeguamento carburante applicata dalle compagnie aeree ai passeggeri direttamente sul costo del biglietto. «Si tratta di un balzello a carico dei viaggiatori, che pesa dai 25 euro a biglietto per le tratte brevi fino a 450 euro per i viaggi più lunghi», denuncia a sua volta il Codacons, ricordando che, secondo la Iata, per il 2015 il guadagno extra per le compagnie legato al minor costo del carburante sarà pari a 4 miliardi di dollari rispetto al 2014. «Solo alcune compagnie asiatiche hanno ridotto l’ entità della sovrattassa, che continua a pesare in modo ingente sul costo finale dei biglietti aerei», avverte il Codacons che, per questo, ha annunciato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, all’ Antitrust e all’ Enac, chiedendo di aprire un’ indagine in relazione al mancato adeguamento della tassa alle quotazioni in forte ribasso del petrolio (-63%), alla luce dei reati di truffa aggravata e aggiotaggio, e per le ipotesi di intese restrittive della concorrenza.
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