23 Agosto 2015

Giù il prezzo del greggio, ma non della benzina

Giù il prezzo del greggio, ma non della benzina

ROMA. Consumatori all’ attacco sul mancato adeguamento dei prezzi in alcuni settori dei trasporti al crollo del costo del petrolio. Il greggio negli ultimi mesi è andato a picco, scivolando venerdì sotto quota 40 dollari per la prima volta dal 2009. Ma nella realtà, denunciano i consumatori, nulla è cambiato: per chi si muove in auto la benzina continua a costare troppo e per chi viaggia in aereo i biglietti aerei continuano a costare più di quanto dovrebbero. Sulla benzina, in particolare, si è venuta a creare un’«eccessiva tassazione», tornano a ripetere Adusbef e Federconsumatori che, nei giorni scorsi, avevano già denunciato che, proprio per il mancato adeguamento al calo del greggio, passato dai 100 dollari al barile del 2014 agli attuali 50-40, sul prezzo della benzina si è determinato un “sovrapprezzo” di 9 centesimi. Oltre a ridurre quel margine, inoltre, le due associazioni dei consumatori fanno notare che la tassazione sulla benzina è passata dal 60% al 65%, c’ è quindi un 5% in più che equivarrebbe a 6 centesimi sulla tassazione. «Come se lo Stato – concludono le associazioni dei consumatori -, già esoso per quanto riguarda le tassazioni, fosse diventato praticamente l’ ot tava sorella delle compagnie petrolifere». Per riequilibrare l’ eccessiva tassazione, dunque, i presidenti delle due associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti avanzano al governo due richieste: «Da un lato verifiche e controllo dei costi della filiera per evitare eventuali speculazioni e dall’ altro una diminuzione quanto meno al 60%, come nel 2014, della tassazione (sull’ accise) sul prezzo della benzina». Riducendo complessivamente il prezzo della benzina di 15 centesimi, sostengono i consumatori, si avrebbe un un risparmio per gli automobilisti di circa 180 euro annui. E il problema si ripete anche per chi si trova a dovere viaggiare in aereo. Nonostante il crollo dei prezzi del barile, infatti, nulla finora è cambiato per la “Fuel Surcharge”, ossia la sovrattassa per adeguamento carburante applicata dalle compagnie aeree ai passeggeri direttamente sul costo del biglietto. «Si tratta di un balzello a carico dei viaggiatori, che pesa dai 25 euro a biglietto per le tratte brevi fino a 450 euro per i viaggi più lunghi», denuncia a sua volta il Codacons, ricordando che, secondo la Iata, per il 2015 il guadagno extra per le compagnie legato al minor costo del carburante sarà pari a 4 miliardi di dollari rispetto al 2014. «Solo alcune compagnie asiatiche hanno ridotto l’ entità della sovrattassa, che continua a pesare in modo ingente sul costo finale dei biglietti aerei», avverte il Codacons che, per questo, ha annunciato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, all’ Antitrust e all’ Enac, chiedendo di aprire un’ indagine in relazione al mancato adeguamento della tassa alle quotazioni in forte ribasso del petrolio (-63%), alla luce dei reati di truffa aggravata e aggiotaggio, e per le ipotesi di intese restrittive della concorrenza.

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