Bollette choc: spese gonfiate e contratti fantasma
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fonte:
- Il Messaggero
segue dalla prima pagina Quella che arriva da Perugia città è una vicenda comune a molti, uno dei tanti casi di bollette pazze e di storie che s’ incrociano tra contratti fantasma e solleciti ai limiti delle molestie. Tutto ha inizio con il contratto con un gestore di telefonia per smartphone, mini router, telefonate e internet a pacchetto. Il tutto per una spesa di 33-35 euro al mese per 30 mesi. «Quasi da subito – racconta l’ utente – invece dei 70 euro bimestrali sono arrivate bollette anche di 150 euro». La signora ha quindi deciso di disattivare tutte le opzioni possibili, compreso internet del telefono, ma le spese sono calate di poco. La proposta di rinnovare il contratto in scadenza tra due mesi, arrivata da un call center, è stata l’ occasione per chiarire il tutto. L’ utente ha così fatto presente il problema delle spese aggiuntive, manifestando l’ intenzione di interrompere il rapporto al termine dei 30 mesi previsti dal contratto. «Ho chiesto spiegazioni sulla spesa aggiuntiva e mi è stato detto che negli ultimi due mesi i 40 euro circa pagati in più sono riferiti a 6-7 telefonate internazionali che, però, non ho mai fatto». Anzi, la signora si è sentita chiedere se vivesse in una zona di frontiera. «Non ho mai fatto chiamate all’ estero e vivo in Umbria, ho risposto, ma dall’ altra parte non mi hanno saputo dare una spiegazione». E alla richiesta di recedere anticipatamente, si è sentita fare un’ offerta a dir poco shoccante. «Per cambiare subito gestore, tra penali e integrazioni avrei dovuto versare circa mille euro. Preferisco rispettare il contratto piuttosto che pagare ancora». In questi casi il Codacons suggerisce una strada. «Se sono stati addebitate spese per servizi mai chiesti ed il fatto è stato contestato – spiega la presidente Carla Falcinelli – è possibile chiedere la conciliazione al Corecom». Non si è ancora risolta la questione di un giovane promesso sposo di Perugia che si è visto negare i nuovi contratti Enel per il nido nuziale perché risultato moroso per utenze luce e gas sottoscritte da qualcuno che ha rubato la sua identità. Dopo l’ articolo comparso su queste pagine il gestore ha contattato il Codacons. «Abbiamo fornito i dettagli del caso, ma ancora non abbiamo avuto risposta e l’ azienda continua a sollecitare il pagamento delle bollette scoperte». La stessa cosa che succede a un’ anziana che ha risolto tramite conciliazione una vertenza con Telecom: ciononostante, l’ azienda che si occupa di recupero crediti continua a tempestarla di telefonate sollecitando un pagamento che non ha più motivo di esistere. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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