5 Dicembre 2014

«Happy hour e musica nei nostri negozi per spingere lo shopping»

«Happy hour e musica nei nostri negozi per spingere lo shopping»

di Fabiana PACELLA Lecce come un grande centro commerciale a cielo aperto. Abbigliato a festa, con lucine colorate, ritornelli natalizi e corner in cui sorseggiare pro secco scegliendo gli acquisti da mettere sotto l’ albero. Gli esercenti sfidano la crisi non solo col ribasso sui prezzi di listino ma anche con una buona dose d’ ingegno e positività, in barba alle male nuove e all’ incombere delle scadenze fiscali di fine anno. «Il momento non è dei migliori ma occorre reagire per risalire la china – esordisce Daniele Bianchi, responsabile del settore abbigliamento di Confcommercio Lecce -, prima ancora che al registratore di cassa, è nella testa che inizia il cambiamento. Una reazione più propositiva non potrà che dare risultati soddisfacenti». Che già ci sono, considerando la timida ripresa degli affari nel capoluogo come in provincia, per il mese appena passato. «A novembre abbiamo registrato un incremento delle vendite pari al 30% – afferma Bianchi -, in controtendenza rispetto allo scorso anno e pur in presenza di un clima tutt’ altro che invernale, che ci ha penalizzato non poco». Bisogna fare il conto però con la concorrenza sleale, il moltiplicarsi di tasse e balzelli che bussano alla porta dei contribuenti per la fine dell’ anno e tante tredicesime in meno, per suonare solo alcune note tra le più dolenti. «Proprio per questo – aggiunge il responsabile Confcommercio – dobbiamo invertire la rotta. Chi non può spen dere 120 euro, avrà difficoltà anche a spenderne 100, non è solo sullo sconticino tout court che bisogna puntare, ma soprattutto sulla promozione intesa come capacità di porsi e proporsi alla clientela. Chi ha fatto promozione nel mese di novembre, ha trovato riscontri positivi». Per i ribassi ufficiali occorrerà aspettare il 3 gennaio prossimo, fatti salvi gli sconti sottobanco e le incursioni della concorrenza sleale. «Ma per le festività alle porte i commercianti del centro sono pronti a offrire stimoli e allegria – preannuncia Daniele Bianchi -. Partiamo con illuminazione e arredo festaiolo, da oggi a lunedì galleria del gusto e giochini per bambini, il giorno dell’ Immacolata aprirò il mio negozio d’ abbigliamento e, dalle 20 alle 22.30 proporrò un after hour con aperitivo e musica dal vivo». Una reazione d’ orgoglio e spirito tipicamente salentino, insomma. Che se non cancella con un colpo di spugna la morsa della crisi, tradisce in modo positivo la capacità di reinven tarsi e andare avanti. «L’ acquirente non teme i prezzi nei negozianti ma il fisco – conferma Antonio Schi pa, direttore di Confesercenti Lecce -, che incide non poco sul suo spirito, atteggiamento, psicologia. Nonostante ciò abbiamo segnali si una timida ripresa degli affari, il regalo di Natale rimane un must seppur ristretto a figli e familiari più intimi». La bocciatura su Lecce del venerdì dello shopping promosso da Codacons, non spaventa. «Sono promozioni che lasciano il tempo che trovano – commenta Schipa -,piuttosto i nostri commercianti propongono un’ offerta sempre più vasta e varia, con prezzi contenuti e più bassi rispetto al passato. Con queste premesse non chiuderemo l’ anno in passivo». Sulle scelte dei salentini circa i pacchi da scartare la notte della vigilia «la crisi ha portato a fare scelte di utilità – analizza il direttore di Confesercenti – tagliando molto le spese superflue, per investire su abbigliamento, elettronica e tutto ciò che realmente serve nella vita di tutti i giorni. Anche i regali per i più piccoli sono cambiati, meno giochini, fatti salvi quelli che aiutano a sviluppare la mente, e più vestiti o libri».

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