5 Settembre 2014

Nuovo allarme consumi

Nuovo allarme consumi

ROMA – Gli Italiani restano estremamente prudenti nelle spese. Nel mese di luglio si è registrato un timido movimento positivo rispetto a giugno (+0,3%) che però resta un calo (-0,1%) su base annua. E’ quanto risulta dall’ indicatore dei Consumi Confcommercio diffuso ieri. Il quadro congiunturale resta comunque «fiacco e ricco di contraddizioni» osserva l’ ufficio studi di Confcommercio ed è ancora «prematuro parlare di inizio di una fase di recupero della spesa delle famiglie». Vedono nero anche le organizzazioni dei consumatori che lanciano l’ allarme, con Adusbef e Federconsumatori che sot tolineano la drammaticità dei dati sull’ alimentare «la cui contrazione, solo nell’ ultimo anno, è stata del 2,4%» (ma dal 2008 al 2014 il calo è stato del 10,4%), mentre il Codacons prevede che i consumi continueranno a scendere. Vietato quindi parlare di ripresa. «I deboli segnali di miglioramento sul versante dei consumi – rileva ancora l’ Ufficio studi di Confcommercio – sono offuscati dal terzo calo consecutivo della fiducia, con l’ indice che torna nel mese di agosto sui valori di marzo». «La produzione industriale – osserva l’ organizzazione del commercio – non mostra un deciso recupero e i dati mensili sull’ occupazione sono caratterizzati da una perdurante alternanza valori positivi e negativi; inoltre, il sentiment delle imprese ad agosto è tornato a scendere, condizionato dalle aspettative negative manifestate dagli operatori di tutti i settori economici, dopo che a luglio aveva registrato un significativo miglioramento». Analizzati più nel dettaglio i consumi luglio su giugno, si registrano le seguenti variazioni: per i beni e servizi per la mobilità +1,9%, per gli alimentari e bevande e tabacchi +0,9%. In lieve incremento i beni e servizi per le comunicazioni +0,4%, i beni e servizi ricreativi +0,3%, i beni e servizi per la cura della persona +0,2% e l’ abbigliamento e le calzature +0,1%. Si è, invece, ridotta a luglio su giugno la spesa per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,4%) e per i beni e servizi per la casa (-0,3%).

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