Telefoni muti: «Ora si faccia luce»
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
Tragedia sul Disgrazia: interviene il Codacons chiedendo a Procura e Autorità per le comunicazioni di fare luce sulla mancanza di copertura telefonica in quota. Dopo l’ appello del Soccorso alpino, anche il Codacons nazionale (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’ Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) alza la voce sul problema dei telefoni muti sul Disgrazia. Luogo dove domenica scorsa hanno perso la vita quattro alpinisti Alberto Peruffo, Giuseppe Ravanelli, Giuseppe Gritti e Mauro Mandelli (i cui funerali sono stati celebrati ieri), età compresa tra i 45 e i 51 anni, che stavano percorrendo la via Normale a 3330 metri di altezza sul Disgrazia per poi precipitare lungo il canale Schenatti. Una fatalità che, però, ha messo a nudo ancora una volta un fragile nervo scoperto delle località in quota dell’ intera provincia: l’ isolamento telefonico. Il quesito «Non sappiamo se la presenza di campo telefonico avrebbe potuto salvare la vita all’ alpinista, ma di sicuro appare assurdo che vi siano aree dove, in caso di incidenti, non sia possibile chiamare soccorso o lanciare allarmi», dice il Codacons in un comunicato diramato ieri, dove si chiede alla Procura di Sondrio e all’ Autorità per le comunicazioni di accertare le cause dell’ assenza di copertura telefonica sul monte Disgrazia, dove domenica 4 alpinisti sono morti e i primi soccorritori hanno dovuto abbandonare uno di loro ancora in vita per andare a chiedere aiuto. «In base a quanto riportato dai primi due soccorritori, sarebbe risultato impossibile far intervenire con tempestività i soccorsi poiché i cellulari nella zona della tragedia non avevano copertura telefonica – spiega il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi .- Proprio l’ assenza di segnale avrebbe costretto i due cittadini ad abbandonare uno dei quattro alpinisti ancora in vita, allo scopo di andare a cercare aiuto». Tempo prezioso «Circostanza che avrebbe ritardato di circa mezz’ ora la richiesta di soccorso e l’ intervento del personale di terra». Se quanto accaduto sul monte della Valmasino non è imputabile al ritardo nella segnalazione dell’ incidente («casomai è legato alla variabile clima che ha ritardato il decollo dell’ elisoccorso», come ha spiegato Gianni Zappa, capostazione del Soccorso alpino della Valmasino), è indubbio che la problematica dei telefonini che non prendono in quota sia reale e la questione dell’ isolamento telefonico, purtroppo, torna sistematicamente alla ribalta della cronaca dopo ogni incidente più o meno grave che si verifica a una certa quota. Una problematica che accumuna la Valmasino e la Val di Mello, passando per Livigno, Valfurva, Valdidentro sino ai passi dello Stelvio e del Gavia. Da qui le sollecitazioni del Soccorso alpino al sindaco affinché si trovi una soluzione all’ assenza di comunicazione telefonica in quota. •
sabrina ghelfi
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