Il giallo del blackout Wind Colpiti 30 milioni di italiani
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fonte:
- Libero
ROBERTO PROCACCINI Nessuna chiamata in entrata e in uscita né da casa, né da cellulare. E poi: niente sms, niente connessione a internet con Adsl o da smartphone. Cioè un blackout totale che ha proiettato per un giorno i clienti delle società del gruppo Wind-Infostrada indietro di cent’ anni, quando l’ unica forma di telecomunicazione era il telegramma. Il collasso è cominciato nella tarda mattinata di ieri (secondo alcuni, già dalla sera di giovedì) ed è andato avanti fino al pomeriggio inoltrato. Dalle 15 in poi la linea è tornata un po’ alla volta e a macchie di leopardo in tutto il Paese. Fino a quel momento, i clienti della compagnia arancione, che copre il 25% del mercato, hanno avuto tra le mani telefoni e cellulari perfettamente muti. Chi ha la casella mail su libero.it, provider del gruppo Wind Infostrada, non ha potuto neanche controllare la posta. La vittime del blackout sono poco meno di 30 milioni di italiani. Stando alle rivelazioni dell’ Osservatorio dell’ Agenzia delle Comunicazioni aggiornate al 31 dicembre 2013, i clienti Wind Infostrada del servizio mobile sono 22,3 milioni, mentre sono 3 milioni quelli della telefonia fissa e 2,2 quelli della banda larga. Un mare di persone che ha riversato i propri dubbi (prima), e la propria collera (poi) sui social. Su Twitter l’ hashtag #WindDown è stato per ore tra i trend topic. I motivi del dissenso sono più di uno. C’ è innanzitutto la questione economica: i clienti ora pretendono un risarcimento per il disagio. Poi ci sono i danni collaterali. Sul profilo Facebook dell’ azienda si trovano le testimonianze dirette. Interviene chi ha avuto problemi professionali (come Tiziana: «Chi ha il Pos con la vostra linea sta perdendo transazioni e incasso»; o Elisabetta: «Ho una pizzeria d asporto e ho la linea bloccata») e chi personali (Sonia: «Sono a casa da sola in gravidanza e se dovessi avere bisogno non posso neanche fare uno squillo»). L’ azienda si difende: «Comprendiamo e ci scusiamo per il disagio». Non sono mancati gli strascichi istituzionali e politici. Sul blackout Wind pretende chiarezza Lorenza Bonaccorsi, deputata democratica componente della Commissione Telecomunicazioni: «L’ Agcom e l’ Antitrust chiedano spiegazioni a Wind – scrive in una nota -. Si deve verificare cosa è successo e a chi vanno attribuite le responsabilità». Il Codacons, invece, prova a dare forma all’ eterogenea massa del popolo del web. Il presidente Carlo Rienzi punta il dito contro la compagnia telefonica: «Deve subito predisporre indennizzi automatici per tutti i clienti – afferma – ferma restando la possibilità, per chi ha subito danni maggiori, di rivalersi in tribunale». Ancora ignote le cause del blackout. Sul web è circolata una ricostruzione (fantascientifica) secondo la quale una tempesta solare avrebbe danneggiato i satelliti in orbita intorno alla pianeta. Wind non si sbottona: «Sono in corso di verifica le cause che hanno determinato l’ anomalia».
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