Tasi, la rabbia dei contribuenti «In fila anche per calcolare la rata»
di PIERO DEGLI ANTONI
MILANO LA TASI è un vietcong che all’ improvviso si alza dietro un cespuglio e ti spara alle spalle, per poi sparire nel profondo della giungla. Non tutti gli italiani sono uguali. C’ è chi la paga adesso, chi a luglio, chi a ottobre, chi addirittura a dicembre. Ieri si è verificata la tempesta perfetta delle tasse: Tasi, Imu, Irpef, Ires, Irap e Iva tutte insieme, un albero della cuccagna per lo Stato, un albero da impiccagione per noi poveri contribuenti. Come è andata? Per farci un’ idea abbiamo dato un’ occhiata all’ ufficio postale di uno dei Comuni (quasi tutti piccoli o medi) che si sono premurati di riscuotere immediatamente la Tasi, Cologno Monzese. All’ ufficio di via Emilia in mattinata si è verificato un discreto ingorgo, via via assorbito durante la giornata. MA SENZA drammi, crisi nervose, recriminazioni eccessive. Tutto si è svolto con calma, anche perché gli sportelli erano tutti disponibili e l’ apertura era stata prolungata fino alle 19. Tra i contribuenti in attesa c’ era Nixon, immigrato sudamericano, che ha avuto le sue piccole disavventure: dopo aver fatto un’ ora di coda in Comune per ottenere la cifra precisa da versare (e un facsimile dell’ F24) è stato respinto per due volte alle Poste. La prima perché aveva sbagliato sportello, la seconda perché aveva compilato male il modulo. Ma in una mezz’ ora se l’ è comunque cavata. Meglio è andata a Rossella, di Agrate: il Comune ha dato esempio di luminosa efficienza elvetica, inviando per tempo a tutti i cittadini, a domicilio, la documentazione con l’ importo esatto da versare. Altri hanno preferito rivolgersi al commercialista («Mi è costato 5 euro», protesta la signora Stella, forse ignara delle parcelle consuete, ben più salate, della categoria). Qualche mugugno qui e là – «Bisognerebbe trasferirsi a Monza, lì non la pagano!» – ma un malcontento tutto sommato contenuto. NON DEVE essere stato così nel resto d’ Italia se ieri la Confedilizia ha emesso un comunicato durissimo: «Le nostre associazioni territoriali ci stanno segnalando da tutta Italia code interminabili dinanzi agli sportelli abilitati ai pagamenti. La situazione, a causa delle mille incertezze che hanno caratterizzato la vicenda della Tasi, è insostenibile. Ed è concreto il pericolo che molti cittadini non riescano entro oggi (cioè ieri, ndr ) a effettuare il versamento». L’ associazione di categoria ha proposto perciò un rinvio del termine senza sanzioni. Altrettanto severo il Codacons: «Oggi (sempre ieri, ndr ) verrà ricordato come il giorno del caos fiscale… Lunghissime code si stanno formando alle Poste e agli sportelli bancari…» e anche in questo caso segue la richiesta di sospendere le sanzioni per chi pagherà in ritardo. IN EFFETTI se a Cologno Monzese e in molti altri Comuni del Nord le cose sembrano essere filate lisce, ieri a Napoli si sono registrate lunghe code soprattutto agli sportelli dei Caf, a cui si è ricorsi soprattutto per calcolare l’ importo preciso della rata della Tasi da versare. Nonostante le file, però, la Cgil ha assicurato che «non si sono registrate situazioni di particolare disagio e sofferenza». Resta l’ amara considerazione che in Italia non solo bisogna pagare, ma per riuscirci occorre anche soffrire.
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