17 Giugno 2014

Tasi, la rabbia dei contribuenti «In fila anche per calcolare la rata»

Tasi, la rabbia dei contribuenti «In fila anche per calcolare la rata»

di PIERO DEGLI ANTONI
MILANO LA TASI è un vietcong che all’ improvviso si alza dietro un cespuglio e ti spara alle spalle, per poi sparire nel profondo della giungla. Non tutti gli italiani sono uguali. C’ è chi la paga adesso, chi a luglio, chi a ottobre, chi addirittura a dicembre. Ieri si è verificata la tempesta perfetta delle tasse: Tasi, Imu, Irpef, Ires, Irap e Iva tutte insieme, un albero della cuccagna per lo Stato, un albero da impiccagione per noi poveri contribuenti. Come è andata? Per farci un’ idea abbiamo dato un’ occhiata all’ ufficio postale di uno dei Comuni (quasi tutti piccoli o medi) che si sono premurati di riscuotere immediatamente la Tasi, Cologno Monzese. All’ ufficio di via Emilia in mattinata si è verificato un discreto ingorgo, via via assorbito durante la giornata. MA SENZA drammi, crisi nervose, recriminazioni eccessive. Tutto si è svolto con calma, anche perché gli sportelli erano tutti disponibili e l’ apertura era stata prolungata fino alle 19. Tra i contribuenti in attesa c’ era Nixon, immigrato sudamericano, che ha avuto le sue piccole disavventure: dopo aver fatto un’ ora di coda in Comune per ottenere la cifra precisa da versare (e un facsimile dell’ F24) è stato respinto per due volte alle Poste. La prima perché aveva sbagliato sportello, la seconda perché aveva compilato male il modulo. Ma in una mezz’ ora se l’ è comunque cavata. Meglio è andata a Rossella, di Agrate: il Comune ha dato esempio di luminosa efficienza elvetica, inviando per tempo a tutti i cittadini, a domicilio, la documentazione con l’ importo esatto da versare. Altri hanno preferito rivolgersi al commercialista («Mi è costato 5 euro», protesta la signora Stella, forse ignara delle parcelle consuete, ben più salate, della categoria). Qualche mugugno qui e là – «Bisognerebbe trasferirsi a Monza, lì non la pagano!» – ma un malcontento tutto sommato contenuto. NON DEVE essere stato così nel resto d’ Italia se ieri la Confedilizia ha emesso un comunicato durissimo: «Le nostre associazioni territoriali ci stanno segnalando da tutta Italia code interminabili dinanzi agli sportelli abilitati ai pagamenti. La situazione, a causa delle mille incertezze che hanno caratterizzato la vicenda della Tasi, è insostenibile. Ed è concreto il pericolo che molti cittadini non riescano entro oggi (cioè ieri, ndr ) a effettuare il versamento». L’ associazione di categoria ha proposto perciò un rinvio del termine senza sanzioni. Altrettanto severo il Codacons: «Oggi (sempre ieri, ndr ) verrà ricordato come il giorno del caos fiscale… Lunghissime code si stanno formando alle Poste e agli sportelli bancari…» e anche in questo caso segue la richiesta di sospendere le sanzioni per chi pagherà in ritardo. IN EFFETTI se a Cologno Monzese e in molti altri Comuni del Nord le cose sembrano essere filate lisce, ieri a Napoli si sono registrate lunghe code soprattutto agli sportelli dei Caf, a cui si è ricorsi soprattutto per calcolare l’ importo preciso della rata della Tasi da versare. Nonostante le file, però, la Cgil ha assicurato che «non si sono registrate situazioni di particolare disagio e sofferenza». Resta l’ amara considerazione che in Italia non solo bisogna pagare, ma per riuscirci occorre anche soffrire.

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