8 Maggio 2014

La fiducia è ripartita, i consumi no

La fiducia è ripartita, i consumi no

La fiducia riparte, i consumi no: a marzo fanno segnare l’ ennesimo sego meno. L’ indicatore di Confcommercio, infatti, è sceso del 2,1% in termini tendenziali e dello 0,1% rispetto a febbraio. Il dato però va letto alla luce del calendario: la Pasqua, che dovrebbe aver spinto in alto i consumi, è caduta solo a fine aprile. In ogni caso, la dinamica tendenziale riflette una diminuzione del 2,3% per la domanda relativa ai servizi e dell’ 1,6% della spesa per i beni. L’ associazione dei commercianti parla di «situazione incerta, in linea con la dinamica dell’ economia italiana che, seppure non più in recessione, stenta ad avviarsi in una fase di solida ripresa». In generale dunque, secondo l’ associazione, «la percezione di una situazione meno negativa, legata a dinamiche inflazionistiche contenute e a prospettive di parziale riduzione del carico fiscale, non si sono ancora tradotte in una ripresa della domanda per consumi. A sostenere le aspettative delle famiglie potrebbe contribuire il miglioramento del mercato del lavoro». Le prospettive per il futuro non sono rosee, aggiunge Confcommercio, secondo cui «difficilmente nei prossimi mesi si assisterà ad una sensibile ripresa dei livelli occupazionali atta ad assorbire la forza lavoro disoccupata (effettiva e potenziale), in considerazione delle dinamiche che ancora si registrano sul versante della Cig che per la componente straordinaria ed in deroga risulta ancora in aumento». Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, gli italiani hanno messo di più mano al portafoglio per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+4,4%), in beni e servizi ricreativi (+0,8%). Mentre hanno stretto la cinghia sugli alimentari le bevande ed i tabacchi (-3,9%), l’ abbigliamento e le calzature (-3,4%) e gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-3,2%). In calo è risultata anche la spesa per i beni e servizi per la mobilità (-2,5%) al cui interno le vendite di auto a privati sono tornate a registrare, dopo un trimestre, segno negativo tendenza che stando alle prime indicazioni è stata confermata anche ad aprile. Secondo il numero uno di Confcommercio, Carlo Sangalli, «il dato è peggiore del previsto e mostra un Paese in bilico». Il dato sui consumi allarma le associazioni dei consumatori: «Anche i commercianti smentiscono le previsioni rosee dell’ Istat – si legge in una nota del Codacons – non ci sarà nessuna ripresa dei consumi nel 2014, serve un miracolo per riportare le famiglie a spendere». «La realtà supera le peggiori previsioni – aggiungono Adusbef e Federconsumatori – sono necessarie misure immediate per il rilancio della domanda interna e dell’ occupazione».

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