I SACRIFICI DEGLI ITALIANI
ROMA MEGLIO la pensioncina dell’ albergo, la cenetta a casa piuttosto che la pizza con gli amici. Rinviamo ancora l’ acquisto della macchina e del frigo, rinunciamo a cambiare guardaroba e mangiamo anche di meno. Tradotto in cifre significa che dal 2007 a oggi sono andati in fumo 80 miliardi di consumi. Se continueremo a crescere alla media dell’ 1%, ci vorranno 33 anni per tornare ai livelli pre-crisi. Insomma, dovremmo arrivare al 2046. GIUSTO se il Pil si mettesse a correre al 3% potremmo tornare sugli standard del 2007 tra 12 anni, ma questo «è più un augurio che una previsione, visto che i limiti strutturali dell’ economia suggeriscono di considerare l’ ipotesi di crescita all’ 1% come la più probabile». Analisi e previsioni sono della Confcommercio. L’ associazione guidata da Carlo Sangalli riconosce che a febbraio i consumi non sono rallentati rispetto a gennaio e che si sono ridotti «solo» dello 0,7% rispetto a febbraio 2013. Questo conferma l’ avvio di una fase di stabilizzazione che, però, «in assenza di miglioramenti sul versante occupazionale e del reddito disponibile, non riesce ancora a tradursi in ripresa in grado di far ripartire il ciclo economico». A far riflettere è la serie di segni meno su capitoli di spesa come alimentari (-11,7%), vestiario e calzature (-16,9%), mobili ed elettrodomestici (-13,9%), trasporti (-23%), istruzione (-6,3%) alberghi e ristoranti (-2,5%), beni e servizi vari (-3%). A CRESCERE sono state solo le spese obbligate, abitazione e bollette (+2,7%), sanità (+3,1%) e gli immancabili servizi per le comunicazioni: dal 2007 sono aumentate del 67%. Fortunatamente le previsioni per il futuro sono buone: «La contenuta evoluzione dei prezzi e l’ attesa riduzione del carico fiscale hanno senz’ altro avuto un ruolo importante», fa notare Confcommercio. La sfilza di dati preoccupa le associazioni dei consumatori. «È l’ ennesima conferma che questa crisi internazionale, iniziata come crisi finanziaria, in Italia si è tradotta in una crisi di consumi», commenta il Codacons, che ricorda: «Le famiglie erano già in difficoltà ad arrivare alla fine del mese. In particolare, il calo dei consumi alimentari (-1,4% a febbraio) dimostra che da quando è scoppiata la crisi gli italiani mangiano oltre il 17% di cibo in meno». La contrazione dei consumi nel biennio 2012-2013, insistono Federconsumatori e Adusbaf, «è stata dell’ 8,1%: ciò significa che ogni famiglia ha ridotto la propria spesa di 2.320 euro l’ anno. Il governo deve avviare in tempi rapidissimi le annunciate misure per rilanciare la domanda». ol. po.
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