La notizia: consumi ancora in calo, ripresa non parte (ore 17)
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 6 mar. – Ancora segnali negativi per l’economia italiana che fatica ad agganciare la ripresa: secondo Confcommercio infatti, i consumi degli italiani sono calati dell’1,6% a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e dello 0,3% rispetto a dicembre. Il dato, sostiene l’associazione dei commercianti, “evidenzia con chiarezza tutte le difficolta’ dell’economia italiana, dopo due anni di recessione, ad avviarsi su un sentiero di sviluppo che coinvolga in misura di un certo rilievo la domanda delle famiglie. Confcommercio sottolinea che “il ridimensionamento registrato a gennaio, dopo un trimestre di stabilizzazione dei consumi si aggiunge ad altri indicatori dell’economia reale che sottolineano la complessita’ del quadro congiunturale della nostra economia che, dopo un quarto trimestre in cui si erano registrati timidi segnali di miglioramento, sembra essersi instradata piu’ in una fase di stagnazione che di ripresa”. Dallo studio emerge che le famiglie italiane hanno speso l’1,1% in meno per i servizi e l’1,9% in meno per i beni. In crescita solo la spesa per le comunicazioni (+4,6%), mentre il taglio piu’ netto riguarda alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-2,3%), beni e servizi per la casa (-2,2%) e per l’abbigliamento e le calzature (-2,1%). Dunque, aggiunge il report dei commercianti, “i timidi tentativi messi in atto dalle famiglie per tentare di recuperare i livelli di consumo sono vanificati dalle dinamiche del reddito disponibile che, in assenza di miglioramenti dell’occupazione e di politiche fiscali meno restrittive ha trovato nei mesi piu’ recenti come unico sostegno la bassa dinamica inflazionistica.
Il dato di oggi conferma le preoccupazione dei sindacati, sostiene la Cgil, secondo cui senza interventi di carattere fiscale per lavoratori e pensionati il calo dei consumi e’ destinato a peggiorare e tra il 2014-16 per le famiglie di operai crollerebbe di 616 euro. “A fine 2013 la riduzione cumulata del potere di acquisto, rispetto al 2007 ha raggiunto l’11% – sostiene il sindacato di Corso d’Italia – e per il biennio 2014-15 si prevede un’ulteriore flessione dell’1%. Solo nel 2016, questa caduta si attenuerebbe, ma non per tutti. L’attenuazione della fase di caduta sarebbe, infatti, determinata da un recupero dei redditi da capitale, mentre i redditi da lavoro e da pensione continuerebbero a ridursi in termini reali”. Per il Codacons dopo il dato di oggi “il governo dovrebbe inserire come priorita’ il potere d’acquisto dei cittadini, con provvedimenti ad hoc mirati a sanare la perdita delle capacita’ d’acquisto delle famiglie crollato dell’8,1% tra il 2012 e il 2013. (AGI) Mgm/Pit
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