Lavoratori a progetto? Solo sulla carta
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fonte:
- La Sicilia.it
Lavoro irregolare nei call center. Non è la prima volta che una situazione del genere emerge in questo specifico settore, ma i numeri emersi al termine dell’ ultima operazione compiuta dalla Guardia di Finanza sono davvero preoccupanti: 7 lavoratori in nero, 330 irregolari, “scovati” dalle Fiamme Gialle della tenenza di Acireale nel corso di un controllo compiuto all’ interno di un’ azienda che gestisce un call center in città. L’ attenzione dei militari si è concentrata, in particolar modo, sui “contratti di collaborazione a progetto”, spesso utilizzati dalle aziende per le condizioni particolarmente vantaggiose in termini di contributi previdenziali. Proprio qui si sono evidenziate le principali irregolarità. I lavoratori, infatti, secondo quanto previsto dalle specifiche disposizioni in materia, in vigore fino al giugno del 2013, avrebbero dovuto svolgere in modo autonomo l’ attività in favore del call center, senza cioè i vincoli previsti per il lavoro subordinato. In realtà il quadro emerso è stato ben diverso: i lavoratori erano infatti soggetti ad orari di lavoro predeterminati, godevano di retribuzioni legate alla produttività, non avevano alcuna libertà in scelta e gestione dei contratti da assumere e, nella quasi totalità dei casi, non conoscevano neanche il progetto e le finalità contenute. Irregolarità sono emerse anche a seguito di un secondo controllo che ha invece riguardato tutti i contratti di lavoro stipulati dopo il giugno del 2013 che, alla luce delle innovazioni nel frattempo introdotte, prevedono tra l’ altro un corrispettivo fisso mensile per i lavoratori, adeguato ai minimi sindacali della categoria. Fisso mensile di cui non si è trovata però alcuna traccia. La posizione dei 7 lavoratori in nero e dei 330 irregolari, segnalati alla Direzione provinciale del lavoro, dovrà ora essere regolarizzata. Nei confronti della società in questione sono state proposte le sanzioni amministrative previste dalla normativa di settore. «Ancora una volta – ha commentato il segretario regionale della Uil Temp@, Giancarlo Mattone – dobbiamo constatare che le collaborazioni a progetto vengono utilizzate per celare rapporti subordinati con vantaggi per il datore di lavoro. Non è possibile andare avanti così, occorre una riforma del mercato del lavoro che sia effettivamente tale e che eviti di far pagare il prezzo della flessibilità ai soli lavoratori atipici». Il segretario del Codacons, Francesco Tanasi, chiede invece «di allargare le indagini eseguendo controlli a tappeto in tutta la Sicilia», denunciando «quegli operatori che sfruttano il precariato e la necessità di lavoro dei cittadini».
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