24 Febbraio 2014

È polemica sulle super offerte «State attenti agli scontrini»

È polemica sulle super offerte «State attenti agli scontrini»

Offerte speciali che talvolta proprio non lo sono. Con prezzi di promozione esposti al pubblico, in realtà, differenti rispetto a quanto poi si paga alla cassa. Può capitare, soprattutto nei supermercati di quartiere. Il Codacons invita a chiamare la polizia locale per pretendere la multa. E anche Confcommercio, nel nome della trasparenza, pur confidando nella rarità degli episodi, dà ragione al cliente.La segnalazioneUna segnalazione arrivata all’ associazione dei consumatori riguarda il caso di un supermercato di Cantù. Quattro bevande, in lattina da mezzo litro, venivano vendute, secondo cartellino, al prezzo di 99 centesimi. Trasformato, alla cassa, in un prezzo di 1 euro e 49 centesimi: circa il 50% in più. Ma anche un 2×1 su un altro prodotto da dispensa non è andato a buon segno. E lo scontrino ha quindi addebitato 2 euro e 9 centesimi non per una, ma per tutte e due le confezioni nel carrello. La risposta sentita alla cassa, alla richiesta di spiegazioni del consumatore, in un acquisto avvenuto sul finale di un sabato sera, è che le promozioni pubblicizzate sarebbero entrate in vigore lunedì mattina. Due giorni dopo. Causa, quindi, di un’ organizzazione del lavoro abbastanza anticipata. Sul cartellino, anche se con un carattere meno gridato, la data testimoniava che l’ offerta sarebbe scattata nei giorni successivi. Il consumatore, anche per evitare litigi, ha preferito lasciar perdere. Ma si è ritrovato una spesa di 20 euro e 2 centesimi: 4 euro in più rispetto a quanto avrebbe pensato di spendere. «Vale sempre il prezzo esposto sugli scaffali e uno ha diritto a pagare quello alla cassa – ricorda Mauro Antonelli, Codacons – il negozio è obbligato a indicare il prezzo di vendita. Non il prezzo di promozione che farà tra un anno. In questi casi, bisogna chiamare i vigili e far multare il negozio. È pubblicità ingannevole».Le verifichePurtroppo quello denunciato non è nemmeno un caso isolatissimo. «Sono diverse le persone che segnalano prezzi diversi sugli scaffali rispetto a quello che poi pagano alla cassa – riprende Antonelli – ecco perché consigliamo sempre di controllare lo scontrino prima di allontanarsi».Si mette dalla parte del cliente anche Confcommercio. «Mi auguro che questi episodi siano rarissimi – dice Ruggero Spinelli, presidente di Confcommercio Cantù – sono sicuro che molti commercianti, nella quasi totalità dei casi, siano estremamente corretti. Però questo non significa che sia consentito esporre prezzi sbagliati. Si fa un danno al consumatore e si rischia di perdere un cliente».

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