4 Febbraio 2014

Semafori T-red, esclusa la truffa

Semafori T-red, esclusa la truffa

ERANO regolari i T-red, i semafori intelligenti dotati di telecamera che facevano scattare le multe per chi passava col rosso e che macinavano anche duemila verbali al giorno. Ieri i giudici della quarta sezione penale hanno concluso il processo di primo grado con due condanne e sei assoluzioni, facendo cadere le imputazioni di associazione a delinquere e abuso d’ ufficio e riconoscendo solo quelle di turbativa d’ asta. Assolti così il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, e il comandante della polizia locale, Lorenzo Giona. Erano accusati di essersi accordati con i responsabili delle società che producevano e commercializzavano i T-red per truccare i semafori, per trasformare l’ intervallo tra il giallo e il rosso – inferiore a quattro secondi – in una trappola per gli automobilisti che, non avendo il tempo per frenare alla comparsa del rosso, finivano inevitabilmente in multa. Un meccanismo che per l’ accusa era stato studiato per garantire alle casse del comune dell’ hinterland quasi due milioni e mezzo di euro in sanzioni. Il procuratore aggiunto Alfredo Robledo aveva chiesto condanne per tutti gli imputati fino a cinqueanni, ma le imputazioni – almeno quelle relative alla regolarità dei T-red – non hanno retto di fronte al tribunale. Condannati invece per turbativa d’ asta gli imprenditori Raul Cairoli (quattro anni) come amministratore della società che commercializzava in via esclusiva i T-Red, e Giuseppe Astorri (un anno con sospensione della pena), direttore commerciale della dell’ altraazienda che aveva vinto l’ appalto per l’ installazione a Segrate. Insieme al sindaco Alessandrini e al comandante della polizia locale Giona, sono invece stati assolti anche gli altri imputati: il funzionario dei vigili, Dario Zanchetta, e gli imprenditori Simone Zari, Antonino Tysserand e Ivano Mugnaini. La sentenza fa cadere così anche le richieste di risarcimento per i 150 automobilistiche si erano costituiti parte civile chiedendo di essere ripagati dei soldi che avevano dovuto versare in multe. «I semafori Tred, ormai tanto famigerati, erano semafori regolari – commenta l’ avvocato Gian Marco Brenelli – . L’ abuso reclamato dai cittadini che ha portato a una vera e propria gogna mediatica, non c’ era. I giudici hanno letto le nostre numerose perizie e hanno decisoper la regolarità dei semafori e della loro ubicazione». Sul fronte opposto, critica invece la sentenza il Codacons. «È un’ occasione perduta», commentano i rappresentanti dell’ associazione di tutela dei consumatori, costituita parte civile nel processo e che non ha ottenuto – come gli automobilisti – nessun un risarcimento. «Al di là delle singole responsabilità personali sulle quali il Codacons non intende pronunciarsi – si legge nella nota – il risarcimento come parte civile non era solo importante dal punto di vista giurisprudenziale, ma sarebbe stata una svolta nella difesa dei consumatori rispetto agli abusi della pubblica amministrazione e nella battaglia sulla sicurezza stradale, messa in crisi da quei comuni che pensano solo a fare cassa».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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