“L’ instabilità politica minaccia la ripresa”
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fonte:
- La Stampa
Due anni di recessione, tonda tonda. L’ Istat ha confermato che tra aprile e giugno l’ economia italiana è calata per l’ ottavo trimestre consecutivo, rivedendo le stime precedenti lievemente in ribasso. E, pur sottolineando che l’ uscita dalla recessione è imminente, il governatore della Banca d’ Italia ha detto che i segnali di miglioramento sono minacciati dall’ attuale instabilità politica. La contrazione dell’ economia «sta finendo», secondo Ignazio Visco, che ha tenuto a precisare che l’ Italia ha attraversato la recessione «più lunga e profonda della maggior parte degli altri Paesi» europei. Gli indicatori più recenti prospettano «un lieve miglioramento: il declino della produzione dovrebbe arrestarsi, nei prossimi mesi». Tuttavia «il rischio a ribasso» che «incombe su questo quadro, è aggravato dal timore degli investitori su una possibile instabilità politica». Segno tangibile di un ritorno di nervosismo attorno al nostro Paese, ieri lo spread italiano ha superato per la seconda volta negli ultimi due anni quello spagnolo. In serata il differenziale tra rendimenti dei Btp e Bund era a 257 punti base, contro il 248 dei Bonos iberici. L’ ultima volta che ci eravamo trovati testa a testa con la Spagna era stato nella incandescente estate del 2011, quando la Bce cominciò a comprare bond sovrani dei periferici per raffreddarne i rendimenti. Non a caso, Visco ha ricordato ieri che gli aggiustamenti di bilancio di questi ultimi anni hanno avuto effetti depressivi sulla crescita, ma sono stati indispensabili per evitare il disastro (in termini tecnici, per «non perdere l’ accesso ai mercati»). Dunque «gli effetti negativi a breve sono stati il prezzo per evitare conseguenze più serie». L’ economia italiana ha subito nel secondo trimestre una flessione, come ha reso noto l’ Istat, dello 0,3% sul trimestre precedente (la stima preliminare si fermava a -0,2%) e del 2,1% a livello tendenziale (contro il 2% di agosto). Il cosiddetto “Pil acquisito” del 2013, quello che si registrerebbe se i prossimi due trimestri fossero piatti, a livello congiunturale, è dell’ 1,8%, in linea con le previsioni delle principali istituzioni internazionali, a partire dall’ Ocse. Manca ancora all’ appello una previsione aggiornata del Governo; il -1,3% ufficiale è ormai del tutto irrealistico. E sarà aggiornato a breve, secondo quanto ribadito anche dal ministro dell’ Economia, Fabrizio Saccomanni, a Cernobbio, nello scorso fine settimana.Anche in Europa, ha precisato Visco, «la ripresa è a portata di mano», e i rischi al ribasso «restano significativi». Sarà quindi «decisiva la determinazione» con cui i Paesi membri proseguiranno sulla via delle riforme. E allo stadio attuale, ha aggiunto, «la prova della nostra determinazione è la costruzione di un’ Unione bancaria efficace». Intanto, guardando nel dettaglio il dato sui consumi del secondo trimestre, si scopre che sono crollati, rispetto a un anno fa, del 3,3%, fa sapere l’ Istat. La flessione è generale, il calo più forte (-7,1%) riguarda i beni durevoli come abiti, elettrodomestici, auto; ma si taglia molto anche sugli alimentari (-3,3%) e i servizi (-1,8%). Le associazioni dei consumatori Codacons, Federconsumatori e Adusbef chiedono al governo di scongiurare l’ aumento dell’ Iva dal 21 al 22%, previsto dal primo ottobre.
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