Dal cibo ai servizi, italiani tagliano le spese
-
fonte:
- Giornale di Sicilia
Le famiglie italiane stringono sempre di più la cinghia e non in senso figurato: tra aprile e giugno scorsi i consumi sono scesi nel totale di un ulteriore 3,3% tendenziale, segnala l’ Istat che ha diffuso oggi i dati sul Pil. La flessione è generale, il calo più forte (-7,1%) riguardai beni durevoli quali abiti, elettrodomestici, auto; ma si taglia non poco anche sugli alimentari (-3,3%) e i servizi (-1,8%). «Il Governo non ha ancora capito che questa è una crisi di consumi e che fino a quando non si allenterà la morsa fiscale sui ceti medio bassi ridotti sul lastrico, la ripresa resterà una chimera», dice il Codacons che insieme alle altre associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef e alle imprese chiedono al governo di scongiurare l’ aumento dell’ Iva dal 21 al 22%, previsto dal primo ottobre. Con prospettive economiche così fragili, l’ aumento dell’ aliquota Iva al 22% sarebbe «un clamoroso autogol -affermala Confesercenti – A fronte dell’ aumento dei prezzi, il calo di consumi produrrebbe un minor gettito di 300 milioni invece dei 5 miliardi di maggiori entrate previste dal Tesoro». I dati diffusi dall’ Istat certificano «la gravità della crisi economicache attanaglia il paese» dice la Confcommercio concordando sulla necessità di «una terapia shock» fatta di tagli alla pressione fiscale sui redditi delle famiglie e sui fattori della produzione.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Confcommercio, Confesercenti, consumi, Istat, iva, pil
