11 Settembre 2013

Italia, Pil in calo da due anni Visco: ripresa sì, ma è a rischio

Italia, Pil in calo da due anni Visco: ripresa sì, ma è a rischio

ROMA Il Pil italiano è ancora una volta in calo, per l’ ottava volta consecutiva, nel secondo trimestre di quest’ anno: sono dunque due anni di seguito che il Prodotto interno lordo diminuisce. Ma all’ orizzonte iniziano a profilarsi segnali di miglioramento, anche se sulla ripresa aleggia il rischio dell’ instabilità politica. I chiaroscuri di una congiuntura tuttora debole, ma che inizia a mostrare spiragli di luce in fondo al tunnel sono stati tracciati ieri dall’ Istat e dal governatore della Banca d’ Italia, Ignazio Visco. A completare una sequenza di cali consecutivi cominciata nel terzo trimestre del 2011, il secondo trimestre di quest’ anno ha visto un calo del Pil dello 0,3% (-2,1% a livello tendenziale). Ma una notizia positiva c’ è, sottolinea l’ Istat: dopo diversi trimestri la caduta dell’ industria si è attenuata. Un’ evidenza di miglioramento che rispecchia anche i segnali di ottimismo diffusi dal numero uno di Bankitalia. «I recenti indicatori sono coerenti con un graduale miglioramento dell’ economia», ha detto Visco nel corso di un convegno al ministero degli Esteri. Ma attenzione, è stato il suo monito, l’ attuale incertezza politica potrebbe pesare sulla ripresa: «I rischi di questo scenario sono accresciuti dalle preoccupazioni degli investitori per l’ instabilità politica». In Italia, ha aggiunto Visco, la recessione è stata più lunga e più profonda che nella maggior parte degli altri Paesi. Ma il governatore difende le politiche economiche degli ultimi anni e ricorda che l’ aggiustamento di bilancio è stato indispensabile per evitare il rischio di perdere accesso al mercato. In Europa, ha sottolineato però Visco, «la ripresa è ora a portata di mano: se vogliamo cogliere l’ opportunità non possiamo rilassare i nostri sforzi». Meno ottimisti invece i consumatori e i commercianti. Il Codacons sottolinea: «La famosa previsione di una crescita per l’ ultimo trimestre dell’ anno era un miraggio», mentre la Confcommercio parla di «gravità della crisi economica che attanaglia il Paese». BORSE E SPREAD. In questo quadro, l’ Italia torna a essere più rischiosa della Spagna nella percezione degli investitori, con uno spread Roma-Madrid positivo per la prima volta in quasi un anno e mezzo. È l’ effetto delle ripercussioni politiche della condanna di Berlusconi, che tengono il governo appeso a un filo. La reazione dei mercati è però ancora cauta. Il premio di rendimento dell’ Italia rispetto alla Spagna chiude in positivo di due punti base, e ciò a svantaggio dell’ Italia, che deve pagare un rendimento del 4,53%, maggiore rispetto al 4,51% spagnolo. Lo spread Italia-Germania, «termometro» della crisi, è invece sceso ieri, chiudendo a 250, sei punti base in meno rispetto a lunedì. E con le Borse europee ieri in forte rimbalzo per la possibilità di una soluzione «politica» sulla Siria che eviterebbe un conflitto, anche Milano ha evitato scossoni e chiuso a +0,5%, comunque tra le peggiori in Europa con Madrid, Parigi e Francoforte tutte intorno al +2%.

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