6 Settembre 2013

Consumi: stop al crollo, ma non è ripresa

Consumi: stop al crollo, ma non è ripresa

ROMA. L’ indicatore dei consumi di Confcommercio ha registrato a luglio una diminuzione del 2% su base annua, segnale di stabilizzazione che non si vedeva dall’ estate del 2011. Non si avvertono però i segnali di ripresa dell’ economia, con ricaduta sui redditi e sulla domanda per consumi. In questo quadro, è necessario che la politica economica sia rivolta per sostenere gli impulsi positivi che provengono dall’ economia reale, per avere nel 2014 una crescita più sostenuta. Una nota del Codacons afferma che la caduta dei consumi non è finita, si tratta solo di una pausa transitoria: la realtà è che un terzo delle famiglie italiane deve rinunciare alla carne, perché non può permettersi alimenti costosi. Per i consumi, siamo di fronte a una “pausa transitoria”, dovuta all’ estate, come si vede dai modesti aumenti della domanda per alberghi, ristoranti, beni e servizi ricreativi. Ma i consumi alimentari continuano a scendere e – dall’ inizio della crisi nel 2007 – si ha una caduta del 17%. Un raggio di luce viene dalla Coldiretti, che segnala l’ aumento dei prodotti biologici, del 9% per quelli confezionati. Oltre la metà degli italiani ha acquistato, nonostante la crisi, alimenti biologici negli ultimi dodici mesi. Gli acquisti si sono diretti all’ ortofrutta fresca e trasformata, a latte e formaggi, a biscotti e dolci, con un giro d’ affari di 3,1 miliardi. L’ Italia è la prima in Europa per il numero delle aziende agricole biologiche e anche la superficie coltivata secondo metodi bio tende a salire. La Confederazione italiana agricoltori è d’ accordo: “il bio piace sempre di più”. Dopo una crescita del 7,3% lo scorso anno, si è saliti all’ 8,8% nella prima metà del 2013 e una ricerca della Cia ha accertato che il 76% degli intervistati acquista prodotti bio almeno due volte il mese. Il consumo di alimentari è un indice molto importante, ma non unico. I consumatori sono critici. Per la Coop, l’ ultimo biennio è stato il “più difficile” per i consumi in Italia. Nel 2013, la contrazione attesa è del 2,2%, dopo il 4,3% nel 2012. Il Paese è ancora nel tunnel della crisi, con i bilanci delle famiglie sotto pressione, i giovani a rischio di emarginazione sociale e una vita fatta di rinunce. Abbigliamento e alimentari sono scesi ai livelli più bassi dagli anni 60-70, mentre vanno a ruba solo i prodotti tecnologici, come “smarthphone” e “tablet”. Un’ altra associazione di consumatori, l’ Adoc, lancia una provocazione: benzina a un euro il litro per un anno, per spingere i consumi. L’ Italia è il terzo Paese europeo dove la benzina costa di più. Solo Norvegia e Olanda hanno prezzi alla pompa più alti, ma i cittadini godono di redditi maggiori. Le famiglie che limitano i consumi alimentari non lo fanno certo per la benzina. Bisogna riequilibrare il rapporto tra redditi e prezzi, sostenere l’ economia delle famiglie. TRAINA L’ IRES: +12,8%

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