Sponsorizzazioni.
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fonte:
- Il Gazzettino
Sponsorizzazioni. La sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso Codacons in merito alla sponsorizzazione dei lavori di restauro del Colosseo, (comprese le ripercussioni sul caso veneziano) fa discutere. E a questo proposito va registrata la dura presa di posizione della consigliere comunale Pdl, Marta Locatelli che proprio sulla vicenda sottolinea come non ci sia alcuna analogia tra il caso romano e Venezia. «Non vi è alcuna analogia tra la vicenda romana e la nostra città – sottolinea – che invece ha autorizzato le maxi affissioni in piazza San Marco, non come contributo al restauro, ma semplice affitto di spazi pubblici. A Venezia e in particolare in Piazza San Marco, le maxiaffissioni non rappresentano un contributo al restauro, ma esclusivamente un affitto di spazi pubblici e la cosa più grave è che l’ affittuario non paga alcun canone autorizzatorio al Comune. Ca’ Farsetti ha esonerato l’ agenzia concessionaria dello spazio dal pagamento del canone. Ancora una volta due pesi e due misure, ovvero non si comprende il motivo della deroga. La cosa più grave è che i cittadini da anni vedono le maxi affissioni a San Marco, ma non vedono alcuna attività, ne restauro nè alcuno stato di avanzamento lavori. In realtà vi è un mancato pagamento del canone per quasi 1.500.000 euro considerate le tariffe, maggiorazioni per alta stagione e per ritardato pagamento». Sulla vicenda è intervenuto anche lo storico dell’ arte, Franco Miracco, già consulente del ministero per i Beni culturali con il ministro Lorenzo Ornaghi. «In realtà – sottolinea – il Consiglio di Stato conferma la validità dei criteri stabiliti dalla Direzione regionale dei Beni culturali del Veneto che, in passato, stabilì come per le sponsorizzazioni a Venezia fosse necessario, sulla base delle direttive dell’ allora ministro Ornaghi, procedere a gare d’ appalto. Prima di allora non c’ erano regole».
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