2 Agosto 2013

Sponsorizzazioni.

Sponsorizzazioni.

Sponsorizzazioni. La sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso Codacons in merito alla sponsorizzazione dei lavori di restauro del Colosseo, (comprese le ripercussioni sul caso veneziano) fa discutere. E a questo proposito va registrata la dura presa di posizione della consigliere comunale Pdl, Marta Locatelli che proprio sulla vicenda sottolinea come non ci sia alcuna analogia tra il caso romano e Venezia. «Non vi è alcuna analogia tra la vicenda romana e la nostra città – sottolinea – che invece ha autorizzato le maxi affissioni in piazza San Marco, non come contributo al restauro, ma semplice affitto di spazi pubblici. A Venezia e in particolare in Piazza San Marco, le maxiaffissioni non rappresentano un contributo al restauro, ma esclusivamente un affitto di spazi pubblici e la cosa più grave è che l’ affittuario non paga alcun canone autorizzatorio al Comune. Ca’ Farsetti ha esonerato l’ agenzia concessionaria dello spazio dal pagamento del canone. Ancora una volta due pesi e due misure, ovvero non si comprende il motivo della deroga. La cosa più grave è che i cittadini da anni vedono le maxi affissioni a San Marco, ma non vedono alcuna attività, ne restauro nè alcuno stato di avanzamento lavori. In realtà vi è un mancato pagamento del canone per quasi 1.500.000 euro considerate le tariffe, maggiorazioni per alta stagione e per ritardato pagamento». Sulla vicenda è intervenuto anche lo storico dell’ arte, Franco Miracco, già consulente del ministero per i Beni culturali con il ministro Lorenzo Ornaghi. «In realtà – sottolinea – il Consiglio di Stato conferma la validità dei criteri stabiliti dalla Direzione regionale dei Beni culturali del Veneto che, in passato, stabilì come per le sponsorizzazioni a Venezia fosse necessario, sulla base delle direttive dell’ allora ministro Ornaghi, procedere a gare d’ appalto. Prima di allora non c’ erano regole».
 

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