7 Luglio 2013

“Calo del 25%”: saldi, previsioni che più nere non si può

“Calo del 25%”: saldi, previsioni che più nere non si può

 

Previsioni nere. Si e’ aperta ufficialmente ieri in Sicilia la stagione dei saldi. Una caccia all’ affare, magari griffato, che, complice la crisi economica, per le associazioni di categoria si preannuncia disastrosa. Appena una famiglia su tre, secondo i sondaggi della Federconsumatori, infatti, potra’ permettersi di fare acquisti spendendo, pero’, meno di 100 euro pro capite. Per tutti, in ogni caso, il comune denominatore sara’ quello di puntare all’ acquisto di cose strettamente necessarie. “Sono assolutamente pessimista – dice all’ Adnkronos Roberto Helg, presidente di Confcommercio Palermo -. Il calo dei consumi e’ determinato da una fortissima mancanza di liquidita’. Sarebbe gia’ un buon risultato se la contrazione nelle vendite si fermasse al 10 per cento, ma temo che potremmo raggiungere anche punte del 25 per cento”. Il motivo? “La gente non ha quattrini da spendere – taglia corto Helg – e con la crisi delle aziende e il rischio di disoccupazione incombente c’ e’ poco da essere ottimisti. Come si fa a chiedere ad un operaio in cassa integrazione o ad una persona che ha appena perso il posto di lavoro di approfittare dei saldi. I bilanci delle aziende che arrivano in Confcommercio sono disastrosi, ci troviamo in una situazione drammatica, pesantissima, che richiede interventi immediati”. Insomma le file davanti ai negozi, fotografia delle svendite degli anni passati, saranno solo un ricordo. “Dieci anni fa – dice ancora Helg – la gente aveva la certezza del proprio stipendio. Oggi l’ incertezza del domani spinge a mettere da parte ogni risparmio. A cio’ si aggiunge che a Palermo mancano i turisti, quelli che a Milano popolano i negozi delle grandi firme. Se non si mettono in moto il turismo, le grandi infrastrutture, i consumi resteranno sempre al palo”. A certificare il calo dei consumi, il peggiore dal 1997, e’ anche l’ Istat. Un segno meno che interessa tutti i settori: dall’ abbigliamento e calzature (-10,3%) al comparto arredamenti, elettrodomestici e servizi per la casa (-8,7%) fino ad arrivare al tempo libero e cultura (-5,4%). Italiani sempre piu’ nella morsa della crisi economica, dunque. Una condizione a cui non si sottrae la Sicilia. Secondo il Codacons, che come ogni anno fornisce le stime ufficiali sulle tendenze dei consumatori nel periodo di sconti stagionali, ad esempio i saldi estivi 2013 faranno registrare un nuovo record negativo. “In Sicilia – spiega Francesco Tanasi, leader dell’ associazione dei consumatori – la contrazione dell vendite rispetto ai precedenti saldi del 2012 raggiungera’ quota -25%, un dato estremamente negativo se si pensa alle forti riduzioni di spesa effettuate negli anni precedenti dalle famiglie. I consumatori siciliani – continua – a causa della crisi economica in corso e in vista di tempi duri, limiteranno ulteriormente il budget da destinare agli sconti di fine stagione ed acquisteranno solo beni indispensabili e di valore contenuto”. Per il Codacons, infatti, meno della meta’ delle famiglie siciliane potra’ permettersi compere durante i saldi e il valore medio dello scontrino scendera’ a 82 euro. Un budget limitato, che fara’ lievitare sin da subito le percentuali di sconto. “E’ inutile partire con il 20-30 per cento – dice Helg -, perche’ temo che gli unici ‘affari’ si faranno nei primi 15 giorni. Il rischio per i commercianti, allora, e’ perdere i clienti, che opteranno per quei negozi che praticheranno riduzioni maggiori”. In agguato c’ e’ poi lo spettro dell’ aumento dell’ Iva. “Sarebbe una follia – conclude il presidente di Confcommercio Palermo -, produrrebbe un crollo dei consumi del 3-4 per cento e conseguentemente un calo di incassi Iva. Per affrontare la crisi non servono interventi tampone ed emergenziali, occorre sedersi attorno ad un tavolo ed avviare una seria programmazione di lungo periodo”. Altrimenti il futuro sara’ ancora piu’ nero.

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