Falsi addebiti in bolletta scatta il pignoramento
-
fonte:
- Gazzetta di Modena
Si ritrova in bolletta un esborso folle e scopre che Vodafone gli ha addebitato, a sua insaputa, due telefonini di ultima generazione con relativo traffico telefonico. Il braccio di ferro per ottenere il risarcimento di quanto riscosso indebitamente e la cessazione degli abbonamenti fasulli in fattura, si è concluso ieri mattina davanti al negozio con l’ insegna Vodafone di via Farini. Qui il suo legale, l’ avvocato Massimo Grillenzoni per conto del Codacons che assiste la vittima del raggiro, si è presentato assieme all’ ufficiale giudiziario per eseguire un pignoramento. La ragione? Vodafone aveva garantito il pagamento e il risarcimento per l’ accaduto, ma i quattro mesi di tempo stabiliti per i pagamenti sono trascorsi inutilmente: l’ assegno non è mai arrivato all’ avvocato. Di qui la scelta di chiedere un provvedimento esecutivo, per via giudiziaria. All’ atto pratico però il risultato è stato nullo; il pignoramento non è stato possibile perché il titolare ha dimostrato di non essere dipendente della compagnia telefonica ma di gestire il negozio con un’ impresa a sè stante. Di più: il materiale presente in negozio, dai telefonini ai tablet esposti, era stato tutto pagato e quindi non c’ era neppure una vite da sequestrare, nulla di proprietà Vodafone che potesse essere sottoposto a pignoramento. «Ora ci sposteremo a Ivrea – commenta pacato l’ avvocato Grillenzoni – dove c’ è la sede della società così come è scritto negli atti ufficiali della compagnia telefonica. Vedremo se anche lì non c’ è nulla da pignorare. Mi sembra però che la strategia adottata dalla casa madre, quella di scatole cinesi dove vengono appaltate a società formalmente esterne alla casa madre le varie funzioni, non potrà reggere in eterno. Il caso che abbiamo affrontato è esemplare. In fattura arrivano addebiti per contratti mai sottoscritti dal titolare dell’ abbonamento, con relativi costi e ingiunzioni di pagamento. Quando a distanza di mesi si riesce ad avere una risposta, si scopre che i contratti sono stati registrati da una società di Massa Carrara, la VCOM. Su questo aspetto della vicenda c’ è anche un esposto penale, che sta seguendo il suo corso. La conclusione del mancato pignoramento di oggi, dal nostro punto di vista, non è un fatto negativo perché almeno abbiamo chiarito quali sono le responsabilità della rete di vendita rispetto al ramo commerciale della multinazionale telefonica». Il verbale sottoscritto due mesi fa davanti al Corecom (l’ autorità regionale di vigilanza sulle comunicazioni), parlava chiaro. «Vodafone – è scritto testualmente – s’ impegna a disattivare in esenzione di costi le utenze fisse contestate e la relativa linea Adsl e ad effettuare un accredito in fattura tale da stornare il completo insoluto. Pertanto verrà emesso intestato all’ utente di 700 euro da inviare entro 120 giorni dalla data odierna all’ avvocato Grillenzoni». «Guardi bene cosa c’ è scritto nell’ ultima riga – sottolinea il legale – “Il verbale è titolo esecutivo” e dunque siccome non pagano noi andremo a pignorare anche i mobili a Vodafone». (s.c.)
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TELEFONIA
-
Tags: addebiti, bolletta, pignoramento, tablet, Telefonini, Vodafone
