13 Aprile 2013

L’ inflazione cala a 1,6% Ue, accordo sulle banche

L’ inflazione cala a 1,6% Ue, accordo sulle banche

        

ROMA L’ inflazione a marzo frena ancora, +1,6%, metà rispetto a 6 mesi fa. A febbraio l’ indice era +1,9% ai livelli di settembre 2010. E in serata a Dublino l’ Ecofin ha raggiunto l’ accordo politico sulla supervisione unica delle banche L’ Istat, che nei dati definitivi di marzo ribassa le stime di due settimane fa, ulteriore prova della discesa in atto. Un raffreddamento, afferma l’ Istituto, frutto della calma piatta sui carburanti, con la benzina +1,1% e il gasolio -0,5, ai minimi da fine 2009. Maggiore la decelerazione del carrello della spesa, ovvero l’ insieme dei beni a più alta frequenza d’ acquisto che si mantiene più alta rispetto al tasso d’ inflazione complessivo, +2% contro +1,6, ma con lo spread tra carovita e carrello molto più basso a confronto con i mesi passati: a settembre era +4,7%, più che doppia a paragone con marzo. Se da una parte la discesa dei prezzi rappresenta un sollievo per le tasche degli italiani dall’ altra è un altro sintomo della crisi. Alla base della frenata c’ è infatti la contrazione dei consumi. I listini si fermano nel tentativo di risvegliare una domanda interna addormentata, anche se il risultato non è scontato e occorre prestare attenzione al rischio deflazione. I COMMENTI. Confcommercio aggiunge anche un’ altro motivo. «Oltre al ruolo svolto dall’ evidente vuoto di domanda che comprime prezzi e margini, il raffreddamento dell’ inflazione è merito delle filiere produttive e commerciali che, operando in un sistema concorrenziale, mitigano gli impulsi inflazionistici provenienti dall’ esterno». Per Confcommercio «l’ inflazione italiana non sta nel mercato». Le associazioni degli agricoltori sono in allarme. Per la Coldiretti «il carrello della spesa è meno caro perché si svuota dei prodotti base», dalla frutta alla carne. Sulla stessa linea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che lamenta come le famiglie per affrontare le spese obbligate siano costrette a tagliare a tavola. «È chiaro», per la Cia «che in questa situazione il previsto nuovo aumento dell’ Iva a luglio rischia di dare un colpo mortale al Paese». Insoddisfatti i consumatori. Per il Codacons «resta il fatto che un’ inflazione all’ 1,6% significa, comunque, dover sborsare in più, su base annua, 559 euro per una famiglia di tre persone». LISTINI. Le borse europee tirano il fiato dopo un rally di quattro giorni e chiudono in negativo. Gli spread risalgono leggermente in un mercato deluso dagli ultimi dati sull’ economia Usa e che guarda con apprensione alle trattative sul salvataggio di Cipro. In un clima di prese di profitto, mentre si affaccia la cautela per capire se il rally sia solido o meno, Milano chiude a -1,5%; Francoforte -1,61, Parigi -1,23, Madrid -1,48 e Londra -0,49%. La procedura di ratifica a Dublino sul pacchetto di aiuti a Cipro ha invitato alla prudenza, mentre sembra prevalere l’ orientamento per cui il salvataggio europeo si fermerà a 10 miliardi, oltre toccherà a Nicosia reperire risorse. I titoli di Stato periferici, in questo clima, tornano ad arretrare. I Btp italiani rendono in chiusura il 4,32% per uno spread di 306 punti da 303 di giovedì. Spagna 4,67% con spread a 342. Tornano acquisti sul bund tedesco, colpito da vendite nelle ultime sedute, in un clima di ritorno al rischio e uscito dalle posizioni difensive a bassissimo rendimento, innescato dalla maxi-manovra monetaria espansiva annunciata dalla Bank of Japan. Il ritorno al rischio è confermato anche dall’ oro, in discesa sotto 1.500 dollari per la prima volta da dicembre 2011. Euro poco sotto 1,31 dollari, vicino ai massimi di giovedì che lo hanno riportato ai livelli di fine febbraio. ECOFIN A DUBLINO. Accordo politico all’ Ecofin sul meccanismo di supervisione unica delle banche: superate quindi le resistenze della Germania che chiedeva una modifica dei Trattati prima di dare il via libera. La supervisione unica «si fa con i Trattati attuali, abbiamo l’ accordo definitivo unanime dei ministri», ha dichiarato il commissario Michel Barnier.
        

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