22 Marzo 2013

Crisi, Confcommercio vede nero. Oltre 4 milioni di poveri nel 2013

Crisi, Confcommercio vede nero. Oltre 4 milioni di poveri nel 2013

Confcommercio vede nero: l’ associazione guidata da Carlo Sangalli è pessimista sull’ andamento dell’ economia per il 2013 e corregge al ribasso le precedenti previsioni di calo del Prodotto interno lordo per l’ anno in corso, che passano dal -0,8% di cinque mesi fa al -1,7% attuale. Aumenta anche la flessione dei consumi prevista, il -2,4% invece dello 0,9% Le stime sono contenute nel rapporto dell’ Ufficio studi presentato oggi a Cernobbio in occasione dell’ annuale Forum della Confcommercio. Il resto del quadro macroeconomico mostra un calo del 3,5% degli investimenti, +1,4% per le esportazioni e -1% per le importazioni. In contrazione dell’ 1,9% il reddito disponibile. Per il 2014 Confcommercio prevede un +1% del Pil, un +0,6% del reddito disponibile e un aumento dello 0,3% dei consumi. Secondo i commercianti, dal 2006 al 2011 in Italia la crisi ha creato 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di 1,120 milioni di persone. Il numero complessivo è così passato da 2,3 a 3,5 milioni, e secondo le ultime valutazioni potrebbe ulteriormente lievitare a 4 milioni nel 2013. Confcommercio ha messo a punto un nuovo indicatore, il Mic (Misery Index Confcommercio), relativo al disagio sociale. Secondo i dati presentati oggi, il Mic ha raggiunto il massimo alla fine del 2012; il tasso di disoccupazione è dell’ 11,7%, pari a 3 milioni di persone, cui si aggiungono 680mila scoraggiati e 200mila cassintegrati. “Se i poveri assoluti per Confcommercio sono oltre 4 milioni, quelli che faticano ad arrivare alla fine del mese, per i quali il reddito non è più sufficiente, e sono quindi costretti a ridurre i consumi, sono ormai i due terzi della popolazione”, tuona il Codacons, associazione dei consumatori. “Difficilmente si potrà tornare ai livelli del Pil precrisi prima del 2019 se non si interverrà finalmente per aumentare la capacità di spesa delle famiglie italiane e del ceto medio”. Il prossimo Governo, conclude l’ associazione, “sempre che ci sia, dovrebbe come primo provvedimento rinviare l’ aumento dell’ Iva di luglio che colpirebbe proporzionalmente ricchi e poveri, strangolando definitivamente quelle famiglie che non riescono più a risparmiare”. (Articolo in fase di aggiornamento)

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