I consumi retrocedono ai livelli del 2004
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fonte:
- Il Piccolo
Cala la cassa integrazione a febbraio, attestandosi sotto quota 80 milioni di ore, ma per effetto del calendario e del blocco della cassa in deroga, che è l’ unica a registrare una consistente diminuzione, dovuto essenzialmente al ritardo nell’ assegnazione delle risorse alle regioni. Le ore di cig autorizzate a febbraio, come fa sapere l’ Inps, sono state in totale 79,2 milioni, in calo del 10,9% su gennaio (quando sono state 88,9 milioni) e del 3,4% su febbraio 2012 (circa 82 milioni). Sul dato mensile influisce anche il minor numero di giorni di febbraio rispetto a gennaio (28 contro 31). Ma nel complesso, come emerge dall’ andamento degli interventi, la flessione è da attribuire alla forte flessione della cig in deroga, che con solo 8 milioni di ore autorizzate lo scorso mese ha messo a segno un calo del 49,1% su gennaio e addirittura del 74,1% rispetto a febbraio dello scorso anno. La cassa in deroga viene richiesta una volta esauriti gli interventi ordinari o per lavoratori di aziende non ammesse agli interventi straordinari. Il 2013 si è aperto con il blocco dei pagamenti della cassa in deroga del 2012 autorizzata dopo il 31 dicembre scorso. A metà febbraio il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha autorizzato il pagamento della cassa in deroga per il 2013. FRANCOFORTE L’ allarme recessione, la disoccupazione record e la tensione sociale crescente nell’ Eurozona, evidenziata dalle elezioni italiane, faranno da sfondo alla riunione di oggi della Bce, pronta a tagliare le stime trimestrali di crescita. Il Fondo monetario internazionale, intanto, avverte: i tassi sui prestiti a famiglie e imprese in Italia e Spagna sono ancora troppo alti. Secondo gran parte degli economisti, tuttavia, la Bce dovrebbe lasciare i tassi ancora fermi, preferendo lasciare un taglio d’ emergenza a disposizione per i prossimi mesi. Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi presenterà le nuove staff projections nella conferenza stampai: è probabile un ulteriore peggioramento rispetto all’ attuale -0,3% previsto per il Pil dei Diciassette nel 2013. In arrivo anche una probabile limatura alle stime d’ inflazione, già ribassate all’ 1,6% per quest’ anno, ben sotto la soglia del quasi 2% fissata dalla Bce. Un quadro che sembra fatto apposta, assieme alla disoccupazione all’ 11,9% con quasi due milioni di disoccupati in più nell’ ultimo anno, per spingere i governatori dell’ Eurotower verso un nuovo taglio dei tassi, già al minimo record dello 0,75%. Tanto più che il Fmi avverte, per bocca del direttore del dipartimento europeo Reza Moghadam: i tassi dei prestiti «sono ancora troppo alti in paesi come Spagna e Italia nonostante gli sforzi della Bce». ROMA È ancora allarme consumi in Italia. Dopo continui cali che si susseguono ormai da mesi siamo tornati ai livelli di quasi 10 anni fa. Ma il peggio potrebbe non esser passato, perchè a giudicare dalle previsioni di Confcommercio un ulteriore deterioramento non è da escludere. La misura di come si stia acuendo la fase recessiva dell’ economia italiana emerge dall’ Indicatore dei Consumi Confcommercio che registra a gennaio 2013 una diminuzione del 2,4% rispetto a un anno prima ed una flessione dello 0,9% rispetto a dicembre. «In termini di media mobile a tre mesi l’ indicatore, corretto dai fattori stagionali, segnala un nuovo arretramento, dato che ha riportato i consumi sui livelli di fine 2004» spiega Confcommercio. Cattive notizie arrivano intanto anche dall’ Europa. Eurostat ha infatti confermato il calo del Pil dell’ Eurozona dello 0,6% nel quarto trimestre del 2012, con un crollo dello 0,9% su base annua. A livello dei consumi italiani, Confcommercio rileva rispetto a dicembre un calo di tutte le voci di spesa, con la contrazione più accentuata -0,8%) per alimentari, bevande e tabacchi e per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa. E più in generale sia servizi sia beni hanno mostrato variazioni di un certo rilievo pari, rispettivamente al -0,7% e -1%. Su base annua invece a soffrire di più sono stati i consumi per beni e servizi per la mobilità, la cui domanda a gennaio 2013 ha accusato un calo a due cifre (-10,1%). Una riduzione consistente (-3,9%) ha riguardato anche gli alimentari, le bevande e i tabacchi oltre che l’ abbigliamento e le calzature, tutti segmenti che dal 2010 scontano un ridimensionamento costante della domanda. In controtendenza a gennaio sono stati invece i beni e servizi per le comunicazioni, con un aumento annuo del 5,7% delle quantità acquistate dalle famiglie. A conferma del calo della spesa alimentare anche le rilevazioni di Coldiretti mostrano un crollo del consumo di carne da parte degli italiani, con un taglio annuo del 7% nelle macellazioni bovine nel primo bimestre 2013. Mentre la Cia calcola che dal 2008 a oggi le famiglie italiane hanno ridotto il budget per la spesa alimentare di oltre 12 miliardi di euro. Immediate le reazioni dei consumatori. Il crollo dei consumi «è una sciagura che ci avvicina alla Grecia» avverte il Codacons sostenendo che ci saranno ripercussioni su Pmi e occupazione. Mentre Adusbef e Federconsumatori stimano che nel biennio 2012-2013 il calo dei consumi potrebbe raggiungere un record del 6,1%.
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