16 Febbraio 2013

Una sceneggiatura collaudata dietro il successo degli ascolti

Una sceneggiatura collaudata dietro il successo degli ascolti

 

 

di Cinzia Lucchelli wINVIATA A SANREMO Più che un festival, una trasmissione televisiva. Preparata in modo così rigoroso da potersi permettere di improvvisare. E’ il direttore di RaiUno Giancarlo Leone a fare chiarezza su uno dei punti rivoluzionari e di forza del 63° Festival. «Quella che stiamo seguendo in queste sere è una sceneggiatura – dice – Gli autori lavorano da mesi ai testi e qui a Sanremo si prova a ritmo serrato, dalle 9 di mattina fino a poco prima della diretta. Tra l’ altro in un clima fantastico, di puro divertimento». Merito degli autori. Oltre a Fabio Fazio ci sono Francesco Piccolo, Claudio Fasulo, Pietro Galeotti, Massimo Martelli, Marco Posani, Michele Serra. E c’ è da crederci a questa leggerezza, se dietro le quinte Piccolo canta la canzone di Maria Nazionale, Fazio risponde agli sms, Leone manda via twitter foto del backstage. «C’ è un lavoro di costruzione e di struttura – rimarca la Littizzetto – lavoriamo allo stesso modo anche con “Che tempo che fa”. Una volta costruita bene la struttura, a quel punto, puoi distruggere, andare fuori dalle righe, improvvisare. La gag mia con il maestro Vessicchio, ad esempio, non era prevista». Il monologo contro la violenza sulle donne, quello sì, era preparato, scritto. «Luciana è stata emotivamente perfetta», le fa i complimenti Fazio. Non tutto però si può prevedere. E infatti parrebbe uscire dal solco della qualità tanto caro agli autori del Festival, il meccanismo del voto. La prima classifica provvisoria, redatta solo in base al televoto, vede ai primi posti creature forgiate nell’ arena dei talent show: Marco Mengoni è primo, Annalisa terza, Chiara Galiazzo quarta. Questa classifica influirà per il 25% sulla graduatoria finale di stasera. Secondo il Codacons è la prova che il televoto è appannaggio di un pubblico di giovani e giovanissimi che scelgono i personaggi televisivi e non le canzoni. Come dire, tanto lavoro sulla qualità della musica per poi rispecchiare un modello imposto dal piccolo schermo. «Si sa che il pubblico che vota da casa ha certe preferenze – mette avanti le mani Leone – proprio per una questione di riequilibrio la votazione per decretere i vincitori avviene con un sistema misto della giuria di qualità e del pubblico con il televoto». «Non è un Porcellum di Sanremo – scherza Nando Pagnoncelli – per i big ogni componente della giuria di qualità avrà a disposizione venti gettoni, potrà attribuirne al massimo dieci a un artista, dovrà darli tutti e esprimere almeno tre preferenze». Intanto gli ascolti continuano a far sorridere gli organizzatori del Festival. Perché alti (10,7 milioni per la terza serata, share del 42%) e perché i picchi si sono registrati in momenti su cui puntavano: l’ intervento di Baggio per gli ascolti (14 milioni e 700 mila), la canzone Felicità cantata da Al Bano per lo share (52,09%). ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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