16 Febbraio 2013

Il televoto ritorna sotto accusa

Il televoto ritorna sotto accusa

Giuseppe Attardi Nostro inviato Sanremo. Dissenso in platea alla lettura della classifica provvisoria. Polemiche in sala stampa. Il televoto ancora nella bufera, sebbene nelle serate precedenti sia andato quasi a braccetto con le scelte dei giornalisti. Sott’ accusa non solo per il risultato delineatosi, con i protagonisti dei talent nei primi quattro posti, ma anche per i costi: 1,1 euro a voto, più del download di un singolo. A televotare sono in tanti, soprattutto adolescenti: per un reality show generalmente si parte con 20/30 mila voti a puntata e nelle finali la media è di quattrocentomila, ma ci sono trasmissioni che fanno cifre più basse, perché la gara è meno appassionante, e programmi dove il numero dei televoti è nell’ ordine dei 250 al secondo, come “Il grande fratello” o come “X Factor”, versione Sky, con 12 milioni di televoti complessivi. La finale di Sanremo nel 2010 raccolse 3.606.950 televoti espressi al prezzo di 0,75 euro a voto. Voti che costano. La torta, grande, si divide tra gli operatori telefonici (che prendono il grosso dei ricavi), le reti, i produttori dei programmi, le società che gestiscono il televoto. Un giro d’ affari enorme. In Italia perplessità sono state espresse dalle associazioni dei consumatori, dall’ Adiconsum al Codacons. Non solo, come viene ammesso, è possibile manipolare il voto: Lele Mora rivelò di avere comprato pacchetti di voti per favorire la vittoria di Walter Nudo all’ Isola dei famosi, è dei giorni scorsi la notizia di un camorrista che ha regalato 330 telefonini per far votare la figlia in gara a “Ti lascio una canzone”. Ma nonostante dubbi e polemiche l’ avanzata del televoto appare inesorabile. Un ruolo importante nel televoto svolgono le community di fan che si formano in occasione dei talent. E ciò spiegherebbe i primi posti di Mengoni, Annalisa e Chiara. La classifica provvisoria sembra rispecchiare quella stilata sulla base dei “mi piace” su Facebook: ai primi posti Modà (1.126.661 fan), Marco Mengoni (310.526), Annalisa Scarrone (201.922+); in coda, Simone Cristicchi (14.330), Almamegretta (14.333), Simona Molinari (20.867), Malika Ayane (24.719). Eccezione – che conferma la regola – il dato di Elio e le Storie Tese con 341.130 fan. Ma molto probabilmente i fans della band non sono così stupidi da farsi derubare di 1,1 euro per un sms. I diretti interessati, naturalmente, non ci stanno. Marco Mengoni, vincitore di X Factor e terzo a Sanremo 2010, “tirato su” da Morgan, suo ex tutor, mette le mani avanti: «Si tratta solo di una prima indicazione, che potrebbe essere facilmente ribaltata dalla giuria di qualità, devo ringraziare tutti quelli che mi stanno sostenendo». Ilaria Porceddu e Antonio Maggio, due dei quattro giovani finalisti, si sono rivisti a Sanremo dopo cinque anni: entrambi facevano parte del cast della prima edizione di X Factor. «Non penso che siamo passati perché abbiamo partecipato a un talent, le persone non sono stupide – dice Ilaria -. Non votano una canzone solo perché amano un personaggio. E non credo che aver partecipato a un talent ci abbia avvantaggiati. Non è né pro né contro». La più semplice e diretta è Chiara: «Io ho già vinto per il solo fatto di essere qui». Annalisa, che proviene da “Amici”, laureata in fisica, savonese, aggiunge: «In genere si tende a pensare che il percorso televisivo non abbia a che fare con la qualità. Penso che invece quest’ anno chi viene dai talent possa dimostrare che non è così. In alto in classifica ci sono anche i Modà che non hanno mai fatto un talent. Secondo me è giusto mediare con il voto della Giuria di Qualità». Giuria di qualità – formata da Nicola Piovani, Eleonora Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecilia Chailly, Claudio Coccoluto, Serena Dandini, Paolo Giordano, Beppe Fiorello e Rita Marcotulli – che «dovrebbe compensare il televoto», spiega Fabio Fazio, precisando tuttavia che sarà «meno condizionante rispetto a quanto avvenne nel 2000 con gli Avion Travel». Anche se «tutte le giurie del mondo discutono tra loro, è normale. E comunque conosceranno il verdetto del televoto soltanto nella fase finale, quando voteranno sui primi tre». «Accade in tutti i festival, compresi quelli di cinema, che in giuria si discuta, si ragioni, si converga su un’ indicazione», gli fa eco il direttore di Rai1 Giancarlo Leone. Insomma, la sorpresa potrebbe esserci. E c’ è chi scommette sulla vittoria di Raphael Gualazzi, il più vicino al podio tra i “non talent”. 16/02/2013.

 

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