Contratti telefonici, che labirinto
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fonte:
- La Provincia di Varese
Chiara Frangi La giungla delle tariffe della telefonia è impenetrabile. Per chi si perde, sono le associazioni dei consumatori a intervenire. Quando poi, oltre alle compagnie, anche o Stato ci si mette a farci spendere più del dovuto, la situazione diventa davvero complessa. Da qui parte la nuova campagna del Codacons, lanciata qualche giorno fa, per ottenere il rimborso della tassa di concessione governativa degli abbonamenti telefonici. Un tentativo da fare, secondo il Codacons, anche contro l’ opinione di Federconsumatori e Adiconsum, che ricordano come «i problemi, con le compagnie di telefonia, sono ben altri». La trafila La proposta del Codacons è abbastanza semplice: «La Commissione tributaria regionale del Veneto e la Commissione tributaria di Perugia, con due recentissime sentenze, hanno riconosciuto che a seguito dell’ entrata in vigore del nuovo codice delle telecomunicazioni la tassa di concessione governativa per gli abbonamenti telefonici non è più prevista». Basta quindi una telefonata al numero 895 895 9949 (al costo di sei euro), per iniziare la trafila che porterà, di fatto, ad una class action per vedersi rimborsare un massimo di 185,76 euro per gli abbonamenti consumer e 464,76 per quelli business, corrispondenti a tre anni di tassa. Un’ azione non approvata dalle associazioni di consumatori “concorrenti”. «La tassa di concessione governativa non è una priorità – spiega il responsabile di Federconsumatori Varese, Francesco De Lorenzo – per noi, ad esempio, il rimborso della tassa è un servizio in più che offriamo a chi ha ben altri problemi da risolvere con le compagnie telefoniche». Come un piccolo imprenditore di origine cinese, che si è rivolto a De Lorenzo per una connessione internet mobile che non ha mai funzionato come promesso. «Il Corecom, l’ autorità di garanzia per le telecomunicazioni, dà ragione ai consumatori e fa pagare le compagnie. Ma, da quel che abbiamo visto, non è questa tassa la vera preoccupazione dei consumatori». Vale come una firma Tutti viviamo con un telefonino più o meno smart in tasca, fa parte della nostra vita quotidiana. Ed è legittimo tentare di risparmiare il più possibile su questo servizio: il libero mercato offre ogni giorno tariffe diverse, pensate per le più svariate esigenze. «L’ importante è leggere bene i contratti, fino in fondo, e informarsi che la rete abbia la copertura promessa, ad esempio» dice ancora De Lorenzo. Ancora più critica la referente di Adiconsum Varese, Marisa Mentasti: «Si rischia di illudere i consumatori, perché i problemi sono piuttosto legati ai contratti fasulli, attivati magari con un consenso dato per sbaglio, durante una telefonata di un call center, che viene fatto valere come una firma». E l’ esperienza delle associazioni non inganna: tutte le compagnie, prima o poi, ingannano qualcuno. «L’ importante è stare attenti prima di sottoscrivere». E molta attenzione non guasta nemmeno quando si risponde al telefono e dall’ altra parte qualcuno ti offre “il contratto della vita”.
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