Si allarga il divario tra stipendi e carovita bilanci in rosso per 4,5 milioni di famiglie
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – Non riuscire a coprire tutte le spese con il proprio reddito. Essere costretti a mettere mano ai risparmi. Oppure a rinviare i pagamenti, tirare la cinghia sui consumi, rinunciare a nuovi acquisti, saltare qualche scadenza. Negli ultimi sei mesi, in Italia, almeno 4 milioni e mezzo di famiglie hanno faticato a chiudere il mese. Mentre la distanza tra retribuzioni e inflazione si allargava, mangiava potere d’ acquisto e obbligava a rivedere budget già ridotti all’ essenziale. La crisi si avvita e incide pesantemente su fiducia e aspettative. Il Paese è disorientato da costi e sperperi della politica, dal dilagare di corruzione e malaffare, da una classe dirigente mediocre. Mentre è costretto a pagare 50 miliardi di tasse in più, dal 2008 al 2013. Questo il quadro restituito dall’ Outlook dei consumi di Confcommercio e Censis. E arricchito dal nuovo dato Istat sullo spread tra buste paga in frenata (+1,4% su base annua a settembre, dal +1,6% di agosto) e prezzi in ascesa (+3,2%). Una distanza che equivale a una «tassa invisibile» da 629 euro per una famiglia di tre persone, calcola il Codacons, quasi 700 euro per una di quattro. Una situazione «drammatica » per Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. «E il ciclo depressivo di consumi non sembra invertire la rotta». Tutt’ altro. Oltre il 94% delle famiglie è alle prese con la spending reviewper evitare gli sprechi. L’ 83% opta per cibi low cost, il 65% riduce l’ uso di auto e moto per risparmiare sulla benzina, il 42% rinuncia a viaggiare, il 40% a scarpe e vestiti, il 39% al ristorante, moltissimi tagliano le spese per tempo libero, elettronica, tv. Il 22% considera eccessivo e non più tollerabile il peso delle tasse e il 65% ritiene l’ Imu iniqua e dannosa. Gli italiani onesti, insomma, non ce la fanno più. «Nel 2012 il Pil calerà del 2,3%, ma la pressione fiscale reale, al netto del sommerso, vola al 55,2%, un record mondiale», si legge nell’ Outlook. E i consumi? «Crollano del 3,3% quest’ anno e dello 0,9% anche il prossimo». Mentre gli investimenti sono in caduta libera (-9,2%). Solo il 17% delle famiglie riesce ancora a mettere da parte qualcosa. Il 18% (4,5 milioni) attinge ai risparmi, chiede aiuto, si indebita se può, visto il credit crunch e l’ ostilità delle banche nei confronti dei redditi “intermittenti”. Il 65% va in pari tra entrate e spese. Per ora. L’ intolleranza cresce. Il 68,8% degli italiani non sopporta gli eccessi della politica e le dissipazioni esorbitanti. Il 47,8% ritiene indecente la corruzione e la gestione allegra dei beni pubblici. Il 17,7% vorrebbe più rispetto di regole e leggi. L’ 11,4% sogna la meritocrazia. E intanto il 21%, dal 13% di marzo, a settembre ha posticipato i pagamenti. E una percentuale analoga ha chiesto un prestito ad amici o conoscenti, solo il 6,5% si è rivolto a una banca. La maggior parte (il 56%) che ancora può ha svuotato il conto corrente. Per bollette, scuola dei figli, medicine, casa, vita familiare. L’ essenziale, quindi. Il 47% di chi ha un mutuo ha difficoltà a onorare le rate e quasi il 5% non rispetta le scadenze (era il 2,2% nel giugno 2011). A questo punto, «non ci resta che crescere», auspicano Censis-Confcommercio. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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