26 Ottobre 2012

Aumenti dei salari mangiati dall’ inflazione

Aumenti dei salari mangiati dall’ inflazione


 

Frena l’ aumento delle retribuzioni a settembre. L’ indice calcolato dall’ Istat ha segnato un incremento dello 0,1% su base mensile e dell’ 1,4% su base tendenziale contro il +1,6% di agosto. Si allarga dunque a 1,8 punti percentuali il divario con l’ inflazione che a settembre è risultata pari al 3,2%. Nella media del periodo gennaio-settembre l’ indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell’ anno precedente, dell’ 1,4%. Con riferimento ai principali macrosettori, a settembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’ 1,9% per i dipendenti del settore privato (nella foto operai Fiat) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a settembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli, gomma, plastica e lavorazioni minerarie non metallifere (2,8%). Alla fine di settembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29% nel totale dell’ economia e del 7,6% nel settore privato. L’ attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 33,1 mesi per l’ insieme degli occupati e di 33,4 mesi per il settore privato. «Secondo i dati resi noti oggiAggiungi un appuntamento per oggi dall’ Istat, si allarga il divario con l’ inflazione che nello stesso mese è risultata pari al 3,2%». È il commento del Codacons ai dati Istat sulle restribuzioni contrattuali.«Questa differenza, pari all’ 1,8%, significa, che una famiglia di 3 persone ha perso in potere d’ acquisto 629 euro. Questa tassa invisibile sale ovviamente per le famiglie più numerose. Per una famiglia di 4 persone è una stangata pari a 693 euro».


 

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